Trippa alla piemontese
Trippa stufata a lungo con fagioli di Spagna, soffritto di odori, ginepro e vino bianco.
A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

La trippa alla piemontese appartiene alla cucina di casa contadina, quella in cui nulla si buttava e le parti meno nobili dell'animale, cotte con calma e pazienza, diventavano piatti saporiti e sostanziosi. È un secondo dei mesi freddi, di quelli che riempiono la casa di profumo mentre sobbollono piano per ore. La trippa, che si acquista già pulita e sbianchita, va tagliata a striscioline sottili e stufata a lungo in un soffritto generoso di cipolla, sedano, carota e aglio, profumato da rosmarino, alloro e bacche di ginepro. I fagioli di Spagna, ammollati la notte prima e lessati a parte, si uniscono solo nell'ultima parte della cottura per non disfarsi. Il segreto è tutto nella lentezza: la trippa è un tessuto ricco di collagene che ha bisogno di tempo per diventare morbido e gelatinoso, e non c'è scorciatoia che tenga. Si bagna poco alla volta con l'acqua di cottura dei fagioli, lasciando che il liquido si concentri e insaporisca, esattamente come si fa con un risotto o un brasato. Servitela ben calda, da sola o con pane abbrustolito per raccogliere il sugo. È un piatto che chiede tempo ma restituisce sapore.
Ingredienti
- Trippa gia pulita800 g
Fagioli di Spagna secchi300 g
Alloro2 foglie
Cipolla tritata350 g
Sedano tritato2 gambi
Carote tritate3
Aglio tritato1 spicchio
Rosmarino fresco tritato1 cucchiaio
- Bacche di ginepro4
Pomodori pelati400 g
Vino bianco1 bicchiere
Olio extravergine d'oliva3 cucchiai
Burro30 g
Pepe in grani
Sale
Preparazione
- 1
La sera prima mettete i fagioli di Spagna in ammollo in acqua fredda abbondante.
- 2
L'indomani scolateli e cuoceteli in acqua leggermente salata con una foglia di alloro, con bollitura vivace per almeno 10 minuti e poi a fuoco medio per circa 45 minuti, finche saranno teneri. Tenete da parte l'acqua di cottura.
- 3
In un tegame ampio di terracotta scaldate olio e burro, poi rosolate dolcemente cipolla, sedano, carota, aglio, rosmarino, ginepro e l'altra foglia di alloro per circa 15 minuti.
- 4
Nel frattempo tagliate la trippa a striscioline spesse mezzo centimetro, lavatela bene sotto acqua corrente tiepida e scolatela.
- 5
Unite la trippa al soffritto, fatela insaporire qualche minuto e sfumate con il vino bianco lasciando evaporare.
- 6
Aggiungete i pomodori pelati schiacciati e proseguite la cottura a fuoco lento per circa 2 ore complessive, bagnando di tanto in tanto con l'acqua dei fagioli, un mestolo alla volta.
- 7
Dopo circa 90 minuti unite i fagioli lessati e completate la cottura. Regolate di sale e pepe e servite ben calda.
Consigli dello chef
- Anche se la trippa si compra già pulita e pre-lessata, lavatela bene sotto acqua corrente tiepida prima di usarla, per eliminare eventuali residui e l'odore un po' pungente che a volte ha. Un ammollo di dieci minuti in acqua fredda con un goccio di aceto o di limone la rinfresca ulteriormente.
- La lentezza è tutto: la trippa è ricca di collagene e diventa morbida solo con una cottura lunga e dolce, almeno due ore a fuoco basso. Se avete fretta e la cuocete poco resta gommosa e coriacea. Il tegame di terracotta è ideale perché distribuisce il calore in modo uniforme e mantiene il sobbollire delicato.
- Bagnate poco alla volta con l'acqua di cottura dei fagioli, un mestolo per volta, aspettando che venga assorbita prima di aggiungerne altra: così il liquido si concentra e insaporisce, invece di lessare la trippa in troppo brodo. È l'acqua dei fagioli, ricca di amido, a dare corpo e legare il sugo.
- I fagioli di Spagna secchi vanno ammollati almeno 12 ore e poi lessati con una bollitura vivace per i primi 10 minuti: i legumi secchi crudi o poco cotti contengono fitoemoagglutinina, una sostanza tossica che l'ebollizione elimina. Uniteli alla trippa solo nell'ultima mezz'ora-quaranta minuti, altrimenti si spappolano nella cottura lunga.
- Salate solo verso la fine: durante le due ore il liquido si riduce e si concentra, quindi se salate all'inizio rischiate di ritrovarvi un piatto troppo sapido. Assaggiate quando la trippa è ormai morbida e correggete allora. Le bacche di ginepro, leggermente schiacciate, rilasciano meglio il loro aroma resinoso.
- Se preferite un piatto più delicato, alcuni sbollentano la trippa 5 minuti in acqua bollente e la scolano prima di stufarla, per attenuarne l'odore. Non è indispensabile con la trippa di buona qualità già pulita, ma è un'opzione se vi disturba il sentore.
Varianti e sostituzioni
- Trippa alla milanese (busecca): con i fagioli borlotti e abbondante pomodoro, arricchita da salvia e a volte una crosta di parmigiano. Si serve tradizionalmente con formaggio grattugiato.
- Trippa alla romana: profumata con menta romana (mentuccia) e completata con abbondante pecorino, senza fagioli. Un'interpretazione più mediterranea e agrumata.
- Trippa alla fiorentina: stufata nel pomodoro e servita con tanto parmigiano; la versione da panino è il celebre lampredotto, con salsa verde.
- Senza vino: potete omettere la sfumatura col vino bianco e sostituirla con un mestolo di brodo. Ricordate però che in cottura breve l'alcol non evapora del tutto; con le due ore di questa ricetta il vino evapora bene, ma se cucinate per chi deve evitare del tutto l'alcol usate il brodo.
- Con la cotenna: un pezzetto di cotenna di maiale rosolata nel soffritto arricchisce il piatto di sapore e gelatina, nella tradizione più povera e sostanziosa.
Conservazione e preparazione anticipata
La trippa è uno di quei piatti che il giorno dopo è più buono, perché la lunga sosta permette ai sapori di fondersi e alla trippa di insaporirsi ulteriormente nel suo sugo. Si conserva in frigo, in un contenitore chiuso, per 2-3 giorni. Fatela raffreddare e riponetela entro un paio d'ore dalla cottura. Per riscaldarla, usate fuoco dolce con un goccio d'acqua o brodo, mescolando, finché torna morbida e fumante: assicuratevi che raggiunga di nuovo il bollore, come per ogni piatto di carne che si riscalda. Si congela molto bene, anzi è un piatto perfetto da preparare in abbondanza e congelare in porzioni: scongelate in frigo e scaldate a fuoco lento. In freezer si mantiene un paio di mesi senza perdere qualità. Preparata in anticipo e scaldata al momento, questa trippa è persino comoda per una cena tra amici, perché toglie ogni fretta dell'ultimo minuto.
Abbinamenti
Essendo un secondo ricco e saporito, la trippa alla piemontese si accompagna semplicemente a fette di pane casereccio abbrustolito, ideali per la scarpetta nel sugo denso. Se volete un contorno, delle patate lesse o una polenta morbida ne fanno un piatto unico da inverno rigoroso. Sul vino, restando in Piemonte, un rosso di corpo medio e buona acidità è l'accompagnamento naturale: una Barbera d'Asti o d'Alba, un Dolcetto o un Nebbiolo giovane. L'acidità del vino taglia la ricchezza gelatinosa della trippa e pulisce il palato tra un boccone e l'altro. Servite il rosso a temperatura di cantina, intorno ai 16-18 gradi.
Domande frequenti
La trippa si compra già pulita?
Sì, in macelleria e al supermercato la trippa si trova quasi sempre già pulita e pre-lessata, pronta da cuocere. Va comunque sciacquata bene sotto acqua corrente prima dell'uso. La pulizia completa a partire dalla trippa cruda è un lavoro lungo e sgradevole che oggi non fa quasi più nessuno in casa: partite dalla trippa già pronta.
Perché la mia trippa è rimasta dura e gommosa?
Perché non è stata cotta abbastanza a lungo. La trippa è ricca di collagene e diventa morbida solo con una cottura lenta e prolungata, almeno due ore a fuoco basso. Non ci sono scorciatoie: se resta gommosa, continuate a cuocerla dolcemente, aggiungendo liquido caldo, finché cede sotto la forchetta.
Come tolgo l'odore forte alla trippa?
Lavatela accuratamente sotto acqua corrente tiepida e, se volete, tenetela dieci minuti in ammollo in acqua fredda con aceto o limone. Chi è più sensibile all'odore può sbollentarla 5 minuti in acqua bollente e scolarla prima di stufarla. Gli aromi del soffritto, il ginepro, l'alloro e il rosmarino, e la lunga cottura fanno il resto: nel piatto finito l'odore pungente sparisce.
Quando vanno aggiunti i fagioli?
Vanno lessati a parte (dopo ammollo e con una bollitura vivace iniziale di 10 minuti) e uniti alla trippa solo nell'ultima mezz'ora circa di cottura. Se li mettete troppo presto, durante le due ore si spappolano. Aggiungendoli alla fine restano interi e integri, e la loro acqua di cottura serve intanto a bagnare la trippa.
Posso preparare la trippa in anticipo?
Assolutamente sì, ed è consigliabile: come molti stufati, la trippa migliora riposando. Preparatela anche il giorno prima, conservatela in frigo e riscaldatela a fuoco dolce portandola di nuovo a bollore. Si congela benissimo in porzioni. È il piatto ideale da fare con calma quando avete tempo e scaldare al momento del bisogno.