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Peperoni ripieni di tonno, olive e capperi

Peperoni interi farciti con una crema saporita di tonno, uova, parmigiano, olive e capperi, cotti al forno finché morbidi e leggermente bruciacchiati.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 14 luglio 2026

Peperoni ripieni di tonno con olive e capperi gratinati
Tempo: 1 h 10 minPorzioni: 4Difficoltà: Facile

Il peperone crudo è croccante, acquoso e un po' erbaceo; cotto a lungo e intero cambia natura. Il calore rompe le pareti cellulari, l'acqua evapora e gli zuccheri che restano si concentrano e caramellano: la buccia si raggrinzisce, si macchia di scuro, e la polpa diventa dolce e morbida. Quelle macchie bruciacchiate che la ricetta vi chiede di aspettare non sono un incidente, sono l'obiettivo. Un peperone tirato fuori pallido e teso è un peperone crudo dentro. Il ripieno lavora per contrasto: tonno, olive e capperi sono tutti e tre sapidi e salini, e sono lì proprio per opporsi alla dolcezza che il peperone svilupperà in forno. Le uova non sono un dettaglio, sono la struttura: coagulando in cottura legano il composto e lo trasformano da crema molle in una farcia compatta che si taglia a fette. Il pangrattato e il parmigiano assorbono l'umidità del tonno e rendono il tutto più asciutto. Cuocendo in verticale, stretti in una pirofila alta, i peperoni si sostengono a vicenda e i succhi non colano fuori ma restano dentro, dove condiscono il ripieno dal basso. È il motivo per cui la teglia va scelta stretta: in una pirofila larga i peperoni si afflosciano su un fianco e perdete tutto il sugo.

Ingredienti

Preparazione

  1. 1

    Scaldate il forno a 180 °C.

  2. 2

    Lavate i peperoni, eliminate il picciolo e svuotateli internamente da semi e filamenti, lasciandoli interi.

  3. 3

    Nel frullatore unite tonno, uova, parmigiano, pangrattato, olive, capperi e prezzemolo. Salate e pepate e frullate fino a un composto amalgamato ma non liquido.

  4. 4

    Farcite i peperoni con il ripieno e disponeteli dritti in una pirofila stretta e alta.

  5. 5

    Cuocete 45-50 minuti, finché i peperoni sono raggrinziti e un po' bruciacchiati. Servite con pane tostato o crostini.

Consigli dello chef

  • Scegliete peperoni con le pareti spesse e carnose, tozzi e con la base larga, non quelli lunghi e sottili: reggono in piedi, tengono il ripieno e non si sfondano in cottura. Il colore, giallo o rosso, cambia poco: entrambi sono maturi e dolci, mentre quelli verdi sono acerbi e restano amari.
  • Svuotate il peperone eliminando anche le costole bianche interne, non solo i semi. Quelle nervature sono la parte più amara e coriacea, non ammorbidiscono in cottura e si sentono sotto i denti.
  • Non frullate il ripieno a lungo. Deve restare granuloso e compatto, non diventare una mousse: pochi impulsi a scatti bastano. Un composto ridotto in crema liquida non tiene la fetta e in cottura si affloscia sul fondo del peperone.
  • Andate cauti col sale. Tonno sott'olio, olive, capperi e parmigiano portano già una quantità notevole di sodio, e nella maggior parte dei casi il ripieno non ne ha bisogno affatto. Se i capperi sono conservati sotto sale, sciacquateli e strizzateli prima di usarli, altrimenti il composto risulta immangiabile. Non assaggiate il ripieno crudo, perché contiene uova crude e quindi un rischio di salmonella: se volete tarare la sapidità, tenete da parte un cucchiaino di composto, cuocetelo in padella per un paio di minuti finché è rappreso e assaggiate quello, poi regolate il resto.
  • Non riempite il peperone fino all'orlo: lasciate un centimetro. In cottura le uova coagulano e il ripieno si gonfia leggermente, e se è a filo trabocca sulla teglia.
  • Il ripieno contiene uova ed è pronto solo quando è cotto a fondo: 45-50 minuti a 180 gradi lo garantiscono, ma se i peperoni sono molto grandi verificate infilando uno stecchino al centro, che deve uscire pulito e caldo. Un ripieno ancora liquido al cuore significa uovo non cotto, che è un rischio da non correre.

Varianti e sostituzioni

  • Con peperoni piccoli o friggitelli invece dei peperoni grandi: diventano un finger food da aperitivo e i tempi scendono a 25-30 minuti. Controllate comunque che il ripieno sia rappreso al centro.
  • Senza uova, per chi le evita: legate il composto con 100 g di ricotta ben scolata e due cucchiai di pangrattato in più. La farcia resta più morbida e si taglia meno nettamente, ma è ottima servita al cucchiaio.
  • Con alici sott'olio o sgombro al posto del tonno: le alici danno un ripieno più deciso e vanno ridotte a un terzo del peso, perché sono molto più sapide; lo sgombro è più grasso e saporito, e regge bene la dolcezza del peperone.
  • Versione vegetariana: sostituite il tonno con 200 g di ceci lessati e frullati con un cucchiaio di tahina. Restano olive, capperi, prezzemolo e uova, e il gioco dolce-sapido regge intatto.
  • Con un cuore filante: infilate un cubetto di provola o scamorza al centro del ripieno, prima di infornare. Attenzione a scolarla bene, perché l'acqua del formaggio bagna la farcia.

Conservazione e preparazione anticipata

Sono un piatto che si può fare in anticipo, e anzi guadagna: tiepidi o a temperatura ambiente hanno più sapore che bollenti, perché il caldo eccessivo appiattisce la sapidità di olive e capperi. In frigorifero, in un contenitore chiuso, si conservano 2-3 giorni; contenendo uova cotte e pesce, non lasciateli fuori dal frigorifero per più di due ore dopo la cottura e riscaldateli fino a farli tornare caldi al centro, non solo tiepidi. Si servono anche freddi, ma tirateli fuori dal frigo mezz'ora prima. Il congelamento è sconsigliato: il peperone, che è fatto per lo più d'acqua, dopo lo scongelamento diventa molliccio e perde ogni consistenza. Potete invece preparare il ripieno il giorno prima e tenerlo in frigorifero coperto, riempiendo e infornando al momento; in questo caso, avendo l'uovo crudo dentro, non superate le 24 ore.

Abbinamenti

Come antipasto bastano dei crostini di pane tostato per raccogliere il ripieno e il fondo. Come secondo, accompagnateli con patate al forno o con un'insalata di pomodori e cipolla rossa, che aggiunge acidità e freschezza a un piatto già ricco. In bicchiere un bianco secco e sapido del Sud, come un Fiano, una Falanghina o un Vermentino, oppure un rosato di buona acidità: servono a reggere la sapidità di capperi e olive senza combattere con la dolcezza del peperone. Un rosso importante coprirebbe tutto.

Domande frequenti

I peperoni ripieni si mangiano caldi o freddi?

Danno il meglio tiepidi o a temperatura ambiente, perché il calore eccessivo appiattisce il gioco fra la dolcezza del peperone e la sapidità di tonno, olive e capperi. Vanno bene anche freddi di frigo, ma tirateli fuori mezz'ora prima di servirli.

Devo sbucciare i peperoni prima di riempirli?

No, e non potreste comunque: la buccia serve a tenere insieme il peperone durante la cottura, altrimenti collasserebbe. Dopo 45-50 minuti in forno la pelle si raggrinzisce e si stacca da sola: chi non la gradisce può rimuoverla nel piatto, ma molti la mangiano perché è la parte più caramellata.

Il ripieno è troppo liquido, come lo aggiusto?

Aggiungete pangrattato un cucchiaio per volta finché il composto sta sul cucchiaio senza colare. La causa più comune è il tonno non sgocciolato bene: va strizzato dall'olio prima di finire nel frullatore. Anche frullare troppo a lungo liquefa il composto, quindi lavorate a impulsi brevi.

Quanto devono cuocere i peperoni ripieni in forno?

45-50 minuti a 180 gradi per peperoni grandi. Il segnale di cottura è doppio: il peperone deve essersi raggrinzito e mostrare qualche macchia scura, e il ripieno deve essere rappreso al cuore. Verificate con uno stecchino, che deve uscire pulito e caldo: il ripieno contiene uova e va cotto completamente.

Posso preparare i peperoni ripieni il giorno prima?

Sì, in due modi. Potete cuocerli del tutto e tenerli in frigorifero fino a 2-3 giorni, servendoli tiepidi o riscaldandoli in forno; oppure preparare il ripieno il giorno prima, tenerlo coperto in frigo per non più di 24 ore (contiene uovo crudo) e farcire e infornare al momento.

Come evito che i peperoni si affloscino in cottura?

Usate peperoni carnosi, con la parete spessa, e una pirofila stretta e alta in cui stiano stretti fra loro, dritti e sostenuti. In una teglia larga si inclinano, perdono il sugo e cuociono male. Se restano instabili, mettete fra loro qualche patata a spicchi, che li tiene in piedi e nel frattempo si cuoce.