Salta al contenuto

Brasato di agnello al vino rosso

Stinchi di agnello rosolati e brasati due ore nel vino rosso con pelati, carote, dieci spicchi d'aglio e erbe: la carne che si stacca dall'osso e una salsa da raccogliere col pane.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 24 giugno 2026

Stinco di agnello brasato al vino rosso con carote
Tempo: 3 hPorzioni: 6Difficoltà: Media

Il brasato di agnello al vino rosso è un secondo importante, di quelli da cottura lenta che riempiono la casa di profumo e ripagano l'attesa: stinchi di agnello che sobbollono nel vino rosso e nei pomodori finché la carne si stacca dall'osso. È un piatto delle feste e delle domeniche d'inverno. A differenza dell'agnello al sangue, qui la cottura lunga rende la carne tenerissima e completamente cotta: gli stinchi, ricchi di collagene, danno il meglio proprio così. Il segreto sono la rosolatura iniziale, che sigilla e dà colore, e la pazienza: il brasato non va fatto bollire forte, ma sobbollire piano, perché la carne si sfaldi senza asciugarsi. Il vino rosso dev'essere corposo e buono, perché in cottura si concentra e diventa la base della salsa.

Ingredienti

Dosi per
6 porzioni

Preparazione

  1. 1

    Salate e pepate gli stinchi su tutti i lati. Rosolateli nell'olio in una casseruola capiente per circa 8 minuti, girandoli (se serve, in due riprese), poi metteteli da parte.

  2. 2

    Nella stessa casseruola rosolate cipolle, carote e aglio per una decina di minuti, finché sono dorati.

  3. 3

    Versate vino, pelati, acqua e brodo, condite con timo e rosmarino e rimettete dentro la carne. Portate a bollore, abbassate, coprite e cuocete circa 2 ore, finché la carne è tenerissima.

  4. 4

    Scoperchiate e proseguite 20 minuti. Trasferite la carne in un piatto da portata e tenetela nel forno appena tiepido (70 °C).

  5. 5

    Portate a bollore la salsa e fatela restringere circa 15 minuti, finché si addensa. Servite gli stinchi nappati di salsa.

Consigli dello chef

  • Rosolate bene gli stinchi su tutti i lati: la crosta dorata è la base del sapore del brasato.
  • Cottura lenta e dolce, mai a bollore violento: gli stinchi devono sobbollire a lungo finché la carne si stacca dall'osso.
  • Vino rosso corposo e buono: in cottura si concentra, quindi un vino scadente rovina la salsa.
  • Tenete il liquido a metà degli stinchi e rabboccate con brodo se asciuga troppo: la carne deve restare immersa per non seccarsi.

Varianti e sostituzioni

  • Con spezie mediterranee (rosmarino, alloro) o più orientali (cannella, cumino) per un agnello speziato.
  • Con olive e scorza d'arancia per una nota agrodolce.
  • In pentola a pressione per accorciare molto i tempi.
  • La salsa si addensa riducendola a fine cottura o frullando le verdure del fondo.

Conservazione e preparazione anticipata

Migliora il giorno dopo: in frigo 2-3 giorni, immerso nel sugo perché non si asciughi. Si congela bene con la salsa. Riscaldatelo dolcemente. Il sugo è ottimo per condire pappardelle o polenta il giorno successivo.

Abbinamenti

Un rosso strutturato e di carattere, come un Cannonau, un Aglianico o un Cabernet, regge bene l'agnello. Come contorno, polenta o purè per raccogliere il sugo, o patate arrosto e verdure invernali.

Domande frequenti

L'agnello brasato si mangia ben cotto?

Sì: a differenza di un carré al sangue, gli stinchi brasati vanno cotti a lungo e completamente, finché la carne si sfalda. È la cottura lenta a renderli teneri.

Quanto tempo serve?

In pentola tradizionale, parecchio (anche 2 ore o più di sobbollire dolce), finché la carne si stacca dall'osso. In pentola a pressione i tempi si riducono molto.

La carne resta dura, perché?

Quasi sempre cottura troppo breve o troppo vivace: gli stinchi hanno bisogno di tempo e di calore dolce perché il collagene si sciolga e dia morbidezza.

Posso prepararlo in anticipo?

Sì, anzi conviene: il brasato è più buono il giorno dopo. Conservatelo nel sugo e riscaldatelo piano prima di servire.