Zuppa di orzo e cannellini
Una zuppa rustica e nutriente di orzo perlato e fagioli cannellini, con pancetta e soffritto. Sostanziosa e confortante, perfetta per le sere d'inverno.
A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

La zuppa di orzo e cannellini è cucina povera nel senso più nobile: due ingredienti da dispensa che, cotti insieme, danno un piatto unico caldo e completo. Il trucco che la trasforma da brodaglia in vellutata sta in un gesto solo, ed è scritto nella ricetta: metà dei fagioli va con l'orzo dall'inizio e si sfalda cuocendo, addensando naturalmente il liquido; l'altra metà entra alla fine e resta intera. Così avete corpo e cremosità senza farina né frullatore, e allo stesso tempo il piacere del fagiolo che si sente sotto i denti. L'orzo, dal canto suo, resta piacevolmente al dente e regala quella masticabilità che il riso non ha. Un filo d'olio a crudo e il rosmarino spezzato all'ultimo sono ciò che accende tutto: aggiungeteli fuori dal fuoco, mai in cottura.
Ingredienti
- Orzo perlato200 g
Fagioli cannellini lessati400 g
Pancetta a dadini60 g
Cipolla tritata¾
Carota tritata1
Sedano tritato1 gambo
Olio extravergine di oliva2 cucchiai
Rosmarinoq.b.
Sale e pepeq.b.
Preparazione
- 1
Ammollate l'orzo in acqua fredda 1 ora, poi sciacquatelo.
- 2
Scaldate l'olio e rosolate la pancetta finché croccante (3-4 minuti). Unite cipolla, carota e sedano e fate appassire.
- 3
Aggiungete l'orzo e metà dei fagioli, coprite d'acqua, salate, pepate e sobbollite 40 minuti, aggiungendo acqua se serve.
- 4
Unite i fagioli rimasti, riportate a bollore e fate riposare 5 minuti.
- 5
Servite con un filo d'olio a crudo e aghi di rosmarino.
Consigli dello chef
- L'orzo perlato è già privato della crusca, quindi l'ammollo di un'ora serve solo ad accorciare la cottura, non è indispensabile: se avete fretta partite dall'orzo asciutto e mettete in conto 10 minuti in più e un po' d'acqua in più. Sciacquatelo sempre sotto l'acqua corrente prima di usarlo, così togliete l'amido di superficie che altrimenti rende la zuppa collosa.
- Rosolate la pancetta finché non rilascia il suo grasso e diventa croccante prima di unire le verdure: è quel grasso, non l'olio, a dare al soffritto il sapore affumicato che fa da base a tutta la zuppa. Se saltate questo passaggio e buttate tutto insieme, la pancetta lessa e non doratura.
- Salate con giudizio e solo verso la fine: la pancetta è già sapida e i fagioli in scatola spesso contengono sale. Assaggiate il brodo prima di correggere, perché in una zuppa che si restringe il sale si concentra e si rischia di esagerare.
- La densità la decidete voi con l'acqua. Durante i 40 minuti l'orzo assorbe molto liquido, quindi tenete a portata di mano dell'acqua calda (non fredda, che blocca il bollore) e aggiungetela poco per volta: la consistenza giusta è quella di una minestra che vela il cucchiaio, né brodo né polenta.
- Il riposo di 5 minuti a fuoco spento non è un vezzo: serve a far ambientare i fagioli aggiunti per ultimi e a far rapprendere leggermente la zuppa, che raggiunge il suo punto migliore poco sotto il bollore, non fumante.
Varianti e sostituzioni
- Versione vegetariana: togliete la pancetta e partite con un soffritto più generoso di olio, aggiungendo una crosta di parmigiano in cottura (si toglie a fine cottura) per dare la sapidità e la rotondità che darebbe il maiale.
- Con orzo integrale o decorticato al posto del perlato: più fibra e più sapore di cereale, ma tempi più lunghi e ammollo consigliato di qualche ora; allungate la cottura a 50-60 minuti e controllate il grado di cottura assaggiando.
- Altri legumi al posto dei cannellini: borlotti (più rustici e saporiti) o ceci (che tengono la cottura e restano più sodi). Il principio di schiacciarne una parte per addensare vale identico.
- Più ricca, verso la minestra d'orzo altoatesina: unite al soffritto qualche dado di speck e delle patate a tocchetti, che si sfaldano e legano ulteriormente il brodo.
- Con un pomodoro: un cucchiaio di concentrato o due pomodori pelati nel soffritto danno colore e una punta d'acidità che alleggerisce il piatto, avvicinandolo alle zuppe di legumi del Centro Italia.
Conservazione e preparazione anticipata
Questa è una zuppa che migliora il giorno dopo: l'orzo continua a rilasciare amido e i sapori si fondono. Si conserva in frigo, in un contenitore chiuso, per 3-4 giorni. Fatela raffreddare in fretta (non lasciatela ore a temperatura ambiente) e riponetela entro un paio d'ore. Riscaldandola noterete che si è rappresa molto, perché l'orzo assorbe: allungatela con acqua o brodo caldo mentre la riportate a bollore, mescolando. Si congela bene per un paio di mesi, tenendo presente che l'orzo dopo lo scongelamento è un filo più morbido; se sapete già che ne congelerete una parte, cuocete l'orzo un minuto in meno. Aggiungete l'olio a crudo e il rosmarino sempre al momento di servire, non prima di conservarla.
Abbinamenti
È un piatto unico che chiede solo pane, meglio se casereccio e leggermente abbrustolito, o dei crostini strofinati con aglio da affondare nella zuppa. Se volete farne una cena completa, fatela seguire da un formaggio stagionato e un po' di frutta. Sul vino restate su un rosso di corpo medio e non troppo tannico, che regga il sapore della pancetta senza sovrastare i legumi: un Chianti, un Sangiovese di Romagna o un Montepulciano d'Abruzzo giovane sono compagni naturali di questa cucina di casa.
Domande frequenti
L'orzo perlato va ammollato prima di cuocerlo?
Non è obbligatorio. L'orzo perlato è raffinato e cuoce in 40-45 minuti anche senza ammollo. L'ora di ammollo indicata nella ricetta accorcia un po' i tempi e rende la cottura più uniforme, ma potete tranquillamente saltarla: aggiungete solo qualche minuto di cottura e un mestolo d'acqua in più. Sciacquatelo sempre, ammollato o no.
Posso usare fagioli secchi invece di quelli lessati?
Sì, ma vanno cotti prima a parte, non nella zuppa. Mettete in ammollo i cannellini secchi per almeno 8-12 ore, poi lessateli in acqua non salata partendo da freddo, con una bollitura iniziale vivace di almeno 10 minuti: i fagioli secchi crudi o poco cotti contengono sostanze (le lectine) che danno disturbi intestinali, e la cottura piena le elimina. Solo una volta morbidi entrano nella ricetta come i cannellini già lessati.
Come faccio ad addensare la zuppa se resta troppo liquida?
Il modo più semplice e già previsto è schiacciare con una forchetta una parte dei fagioli direttamente in pentola: rilasciano amido e legano il brodo senza bisogno di farina. In alternativa prelevate un mestolo di zuppa, frullatelo e rimettetelo dentro. Evitate di tirarla troppo a lungo sul fuoco per farla ridurre, perché l'orzo si spappola.
La zuppa di orzo va bene per chi è celiaco?
No. L'orzo contiene glutine, quindi questa zuppa non è adatta a chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine. Per una versione senza glutine sostituite l'orzo con un cereale o pseudocereale idoneo, come riso, miglio o quinoa, adeguando i tempi di cottura.
Perché la mia zuppa il giorno dopo è diventata quasi un blocco?
È normale: l'orzo continua ad assorbire liquido anche in frigo. Non è un difetto, si risolve al riscaldamento aggiungendo acqua o brodo caldo poco per volta finché torna della densità che preferite, mescolando bene sul fuoco.