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Spaghetti alla scarpara

Il sugo del ciabattino: aglio, prezzemolo e peperoncino soffritti, sfumati col vino bianco e tirati coi pelati fino a un sugo denso che abbraccia gli spaghetti. Povero e potentissimo.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 14 luglio 2026

Spaghetti alla scarpara con sugo di pomodoro e prezzemolo
Tempo: 35 minPorzioni: 4Difficoltà: Facile

Gli spaghetti alla scarpara sono un piatto della cucina povera napoletana costruito su pochissimo: aglio, prezzemolo, peperoncino, un po' di pomodoro e mezzo bicchiere di vino bianco. Il nome viene dalla parola napoletana per il ciabattino e la spiegazione corrente è che fosse il sugo che si faceva con quel che restava in bottega; è tradizione orale, non una storia documentata, quindi prendetela per quello che è. Quello che conta davvero è la struttura del piatto, che è insolita e va capita. La sproporzione è voluta: 200 grammi di pelati per 500 di spaghetti sono pochi, e devono esserlo. Questo non è un sugo di pomodoro con dentro dell'aglio, è un aglio e olio a cui il pomodoro dà colore, acidità e corpo. Il pomodoro va quindi tirato a fuoco medio finché non si asciuga davvero e diventa una crema scura che vela il cucchiaio: se lo lasciate liquido, in padella si separa dall'olio e sulla pasta resta un sugo slavato che sa d'acqua. Il passaggio che distingue la scarpara da un semplice aglio, olio e pomodoro è la sfumatura col vino bianco. Serve a fare due cose: scioglie i composti aromatici dell'aglio e del peperoncino che non sono solubili nel solo olio, e con la sua acidità bilancia la dolcezza dei pelati. Va fatto evaporare a fiamma vivace, senza fretta, finché l'odore pungente dell'alcol sparisce e resta solo la nota vinosa. Se il vino non evapora, il piatto resta aspro e crudo di alcol.

Ingredienti

Dosi per
4 porzioni

Preparazione

  1. 1

    Tritate prezzemolo e aglio e soffriggeteli nell'olio col peperoncino a pezzetti.

  2. 2

    Quando il soffritto è pronto sfumate col vino bianco e fatelo evaporare.

  3. 3

    Unite i pelati a pezzetti e cuocete a fuoco medio finché il sugo si è ben addensato. Salate.

  4. 4

    Lessate gli spaghetti al dente, saltateli nel sugo e serviteli fumanti.

Consigli dello chef

  • L'aglio va messo nell'olio ancora freddo o appena tiepido e portato su a fuoco dolce: deve profumare e appena biondeggiare, mai colorire di bruno. L'aglio bruciato rilascia composti amari che non si tolgono più e rovinano tutto il piatto, perché qui l'aglio è metà del sapore.
  • Il prezzemolo del soffritto cuoce a lungo e costruisce il fondo aromatico del sugo: è il suo ruolo e va fatto così. Se però volete anche la nota fresca ed erbacea, che con la cottura si perde, aggiungete a fuoco spento un'ulteriore manciata di prezzemolo tritato al momento. Quello soffritto dà profondità, quello crudo dà profumo.
  • Fate evaporare il vino a fiamma alta e dategli il tempo: il segnale è olfattivo, quando avvicinandovi non sentite più la punta pungente dell'alcol ma solo il profumo del vino. Sfumare a fuoco basso o coprire la padella non fa evaporare, fa bollire il vino nel sugo.
  • Schiacciate i pelati con la forchetta e cuoceteli a fuoco medio finché il sugo non si stacca dai bordi della padella e l'olio riaffiora in superficie: è il segnale che l'acqua è andata via ed è pronto. Con soli 200 grammi di pomodoro ci vogliono comunque una ventina di minuti.
  • Con 500 grammi di spaghetti e così poco sugo, l'acqua di cottura non è un'opzione: scolate la pasta molto al dente, saltatela in padella e allungate con uno o due mestoli di acqua di cottura, mescolando energicamente. L'amido emulsiona l'olio e trasforma il poco sugo in una crema che veste tutti gli spaghetti. Se il piatto vi sembra sempre asciutto, calate 400 grammi di pasta invece di 500.
  • Salate il sugo solo alla fine, dopo che si è ristretto. In un sugo che si concentra il sale si concentra con lui: se salate all'inizio rischiate di ritrovarvelo salatissimo, tanto più che la pasta arriva già salata dall'acqua di cottura.

Varianti e sostituzioni

  • Senza vino, per bambini o per chi deve evitare l'alcol: sfumate con un mestolo di acqua calda e un cucchiaino di aceto di vino bianco, che restituisce l'acidità. Tenete presente che anche facendo evaporare il vino a lungo una quota minima di alcol resta sempre nel sugo, quindi se il divieto è assoluto è meglio ometterlo del tutto.
  • Con pomodorini freschi al posto dei pelati, d'estate: usatene 300 grammi tagliati a metà, perché contengono più acqua e rendono meno polpa. Cuociono più in fretta e danno un sugo più fresco e leggermente più acido.
  • Nella versione detta scarpariello, diffusa nel napoletano, a fine cottura si manteca la pasta con abbondante pecorino e parmigiano grattugiati, sciolti con l'acqua di cottura: diventa un piatto molto più cremoso e sapido. È un altro piatto, ma parte dallo stesso sugo.
  • Con un'acciuga sott'olio sciolta nel soffritto insieme all'aglio: sparisce completamente ma lascia una sapidità profonda. Non è la ricetta classica e non è più vegetariana, ma funziona molto bene con questo tipo di sugo scarso.
  • Regolate il peperoncino sul vostro gusto: fresco intero dà calore e profumo, secco sbriciolato pizzica di più. Toglietelo prima di unire i pelati se non volete che il piatto continui a diventare più piccante mentre il sugo si restringe.

Conservazione e preparazione anticipata

La pasta condita va mangiata subito: gli spaghetti continuano ad assorbire e a rilasciare amido, e dopo mezz'ora il piatto è impastato. Il sugo, invece, si presta benissimo alla preparazione anticipata ed è anzi migliore il giorno dopo, quando i sapori dell'aglio e del peperoncino si sono uniformati. Preparatelo, fatelo raffreddare e tenetelo in frigorifero in un contenitore chiuso fino a 3 giorni, coperto da un filo d'olio in superficie. Si congela senza problemi fino a 3 mesi, meglio in porzioni singole. Per usarlo, scaldatelo in padella con un cucchiaio di acqua di cottura per rimetterlo in movimento, poi saltateci gli spaghetti appena scolati. Se vi avanza pasta già condita, l'unico riutilizzo sensato è una frittata di spaghetti in padella il giorno dopo.

Abbinamenti

È un primo di suo già saporito e piccante: dopo ci sta bene qualcosa di semplice e non condito, come una scarola ripassata in padella o dei friarielli, che restano nella stessa famiglia di sapori. Come contorno fresco, un'insalata di puntarelle o di finocchi crudi con olio e limone pulisce il palato. Nel bicchiere serve un bianco secco, fresco e con acidità viva, che regga il piccante e l'aglio senza esaltarli: una Falanghina o un Greco di Tufo sono la scelta di casa. Se preferite il rosso, restate su qualcosa di giovane, poco tannico e da servire fresco, tipo un Piedirosso, perché un rosso tannico con il peperoncino diventa amaro.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra spaghetti alla scarpara e alla scarpariello?

Partono dalla stessa base povera di aglio, olio, peperoncino e poco pomodoro. Nella versione detta scarpariello, molto diffusa a Napoli, la pasta viene poi mantecata con abbondante pecorino e parmigiano usando l'acqua di cottura, e il risultato è cremoso e formaggioso. La scarpara come la trovate qui resta senza formaggio, più asciutta e più sul filo dell'aglio e del peperoncino.

Il sugo mi viene acquoso e non lega la pasta, perché?

Nove volte su dieci il pomodoro non è stato ristretto abbastanza. Con solo 200 grammi di pelati il sugo deve diventare una crema densa: cuocetelo a fuoco medio finché non si stacca dai bordi della padella e l'olio riaffiora. L'altra causa è la mancata mantecatura: la pasta va scolata al dente e saltata in padella con un mestolo di acqua di cottura, mescolando forte, perché è l'amido dell'acqua che lega olio e pomodoro.

Ci va il formaggio sugli spaghetti alla scarpara?

Nella versione classica no: il piatto nasce senza, e il formaggio coprirebbe l'aglio e il peperoncino che sono il cuore del sapore. Nessuno però vi arresterà se ci grattugiate del pecorino, che con l'aglio e il peperoncino sta bene: sappiate solo che a quel punto vi state avvicinando allo scarpariello.

Posso usare il vino rosso al posto del bianco?

Si può, ma cambia il piatto. Il rosso ha tannini che con il peperoncino accentuano l'amaro, e colora il sugo di scuro. Il bianco secco è la scelta giusta perché porta acidità e profumo senza tannino. Se non avete vino bianco, meglio un mestolo di acqua calda con un cucchiaino d'aceto che un rosso importante.

Il piatto è adatto ai bambini?

Il peperoncino si può semplicemente omettere o usare intero e togliere prima di condire, così resta solo il profumo. Sul vino, invece, siate consapevoli: anche facendolo evaporare a lungo una piccola quota di alcol rimane sempre nel sugo. Se volete essere sicuri, sfumate con acqua e un goccio di aceto.

Quanto peperoncino devo mettere?

Uno intero per quattro persone dà un calore presente ma gestibile. Se lo lasciate intero e lo togliete prima di unire il pomodoro, cede aroma e poco piccante. Se lo sbriciolate, il piccante cresce, e cresce ancora mentre il sugo si restringe: in caso di dubbio mettetene meno, si aggiusta sempre a tavola.