Risotto alla veneta con fegatini di pollo
Risotto veneto con un soffritto di sedano, carota e cipolla e fegatini di pollo rosolati, mantecato con brodo caldo.
A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

Il risotto con i fegatini di pollo è un piatto della tradizione veneta e lombarda, di quella cucina di casa che non sprecava nulla e faceva delle frattaglie un ingrediente prezioso. I fegatini, rosolati nel soffritto, sciolgono nel riso un fondo saporito, rustico e leggermente ferroso, molto diverso dalla delicatezza di un risotto in bianco. La riuscita sta in due cose che non c'entrano tra loro: pulire e cuocere bene i fegatini, e trattare il riso con il metodo di sempre. Tostatura, brodo caldo un mestolo alla volta, movimento costante: è così che l'amido esce dai chicchi e dà la cremosità, senza bisogno di panna. Un piatto sostanzioso, da tavola d'inverno.
Ingredienti
Riso per risotti350 g
Fegatini di pollo200 g
- Brodo caldo1,5 l
Olio extravergine d'oliva4 cucchiai
Sedano1 gambo
Cipolla1
Carota1
Sale
Preparazione
- 1
Tritate finemente sedano, cipolla e carota e fateli appassire in un tegame con l'olio, a fuoco medio-basso, finché si ammorbidiscono.
- 2
Unite i fegatini di pollo tritati e rosolateli per circa 5 minuti, finché sono ben cotti a cuore e non più rosa all'interno. Aggiungete un poco di brodo se il composto tende ad asciugarsi.
- 3
Versate il riso e tostatelo mescolando per un minuto, finché i chicchi diventano lucidi.
- 4
Aggiungete un mestolo di brodo caldo e mescolate finché viene assorbito, poi proseguite un mestolo alla volta fino a portare il riso al dente, circa 18 minuti.
- 5
Aggiustate di sale, mescolate un'ultima volta e servite il risotto ben caldo.
Consigli dello chef
- Pulite i fegatini con cura prima di usarli: eliminate le venuzze, il grasso e soprattutto le parti verdastre, che sono residui di fiele e rendono tutto amaro. Sciacquateli e asciugateli bene, così rosolano invece di bollire.
- I fegatini vanno cotti a cuore, mai lasciati rosa dentro: come tutte le frattaglie di pollame possono veicolare batteri (Campylobacter, Salmonella) e vanno cotti completamente. Al taglio devono risultare bruni fino al centro. Attenzione però a non stracuocerli: diventano asciutti e granulosi. Il punto giusto è cotti ma ancora morbidi.
- Tenete il brodo sempre in sobbollore accanto al risotto: se aggiungete brodo freddo abbassate di colpo la temperatura del riso, l'amido smette di rilasciarsi e la cottura si blocca. Un mestolo caldo per volta, aspettando che venga assorbito prima del successivo.
- Non lavate il riso prima di tostarlo: l'amido superficiale è proprio ciò che darà cremosità. La tostatura va fatta finché il chicco è caldo e translucido ai bordi, un paio di minuti.
- Per un risultato più ricco e vellutato potete mantecare a fuoco spento con una noce di burro freddo e una manciata di parmigiano, mescolando energicamente: è il tocco che lega e dà lucentezza. È facoltativo, ma rifinisce il piatto.
Varianti e sostituzioni
- Con un goccio di vino: sfumate i fegatini con mezzo bicchiere di vino bianco secco, o un cucchiaio di Marsala per una nota più dolce e profonda, prima di aggiungere il riso. L'acidità alleggerisce il sapore intenso delle frattaglie.
- Alla veneziana, con salvia e un velo di burro nel soffritto, che avvicina il piatto al celebre fegato alla veneziana.
- Misto di frattaglie: unite ai fegatini un po' di cuori e durelli di pollo tritati, per un sapore ancora più rustico. Vanno rosolati un po' più a lungo perché più sodi.
- Versione più delicata per chi trova forti le frattaglie: usate metà dose di fegatini e completate con funghi trifolati, che smorzano e allungano il sapore.
Conservazione e preparazione anticipata
Il risotto dà il meglio appena fatto, quando è ancora all'onda: raffreddando, il riso continua ad assorbire e si asciuga. Se avanza, conservatelo in frigo in un contenitore chiuso e consumatelo entro un paio di giorni, ricordando che si tratta di frattaglie cotte, che è bene non tenere a lungo. Riscaldatelo in padella con un mestolo di brodo caldo per riportarlo cremoso, scaldandolo bene fino in fondo (le frattaglie vanno riportate a temperatura piena, non solo intiepidite). Evitate di riscaldarlo più volte. Un ottimo modo per usare l'avanzo è il risotto al salto: schiacciatelo in padella con poco burro e fatelo dorare a crosticina da entrambi i lati.
Abbinamenti
Essendo un primo saporito e strutturato, non chiede contorni: al massimo fatelo seguire da una verdura amara saltata, come radicchio o cicoria, il cui amarognolo pulisce il palato dal gusto ricco dei fegatini. Sul vino restate in zona e scegliete un rosso veneto di media struttura, un Valpolicella o un Bardolino, la cui freschezza e i tannini leggeri reggono le frattaglie senza coprirle; va bene anche un Merlot dei Colli. Evitate bianchi troppo leggeri, che il piatto spegnerebbe.
Domande frequenti
I fegatini di pollo si possono mangiare rosa?
No. Le frattaglie di pollame vanno sempre cotte a cuore, fino a colore bruno uniforme, perché possono contenere batteri come Salmonella e Campylobacter. A differenza di una bistecca di manzo, qui il 'al sangue' non è un'opzione.
Come tolgo il sapore amaro dei fegatini?
L'amaro viene quasi sempre dalle parti verdi lasciate attaccate, residui di fiele: eliminatele con cura in pulizia. Un breve ammollo nel latte per mezz'ora prima di cuocerli ne addolcisce ulteriormente il gusto.
Quale riso uso per il risotto?
Un riso da risotto che tiene la cottura e rilascia amido: Carnaroli (il più tollerante), Vialone Nano (tipico veneto, cuoce prima) o Arborio. Evitate risi comuni da minestra, che scuociono.
Posso usare fegatini surgelati?
Sì: scongelateli completamente in frigo, sciacquateli e asciugateli bene prima di rosolarli, altrimenti rilasciano acqua e lessano invece di dorare.
Perché il mio risotto non viene cremoso?
Tre cause comuni: brodo aggiunto freddo, poco movimento (mescolare libera l'amido) oppure riso lavato prima. Per la cremosità finale aiuta la mantecatura fuori dal fuoco con burro freddo e parmigiano.