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Risotto ai porri e nocciole

Risotto in pentola a pressione con porri stufati, rosmarino e nocciole tostate spezzettate sopra: dolcezza e croccantezza in un primo d'autunno pronto in mezz'ora.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

Risotto ai porri e nocciole
Tempo: 35 minPorzioni: 4Difficoltà: Facile

Porri e nocciole sono un abbinamento di casa piemontese che merita più tavole: il porro, stufato con calma, perde ogni asprezza e diventa una crema dolce e vellutata, mentre la nocciola tostata risponde con croccantezza e un profumo tostato che riempie la bocca. È un risotto d'autunno onesto, senza ingredienti costosi, in cui il gioco sta tutto nel contrasto tra il morbido e il croccante. La scorciatoia intelligente qui è la pentola a pressione: quattro minuti dal fischio bastano a cuocere il riso in modo uniforme, senza mescolare di continuo, e nel frattempo avete le mani libere per tostare le nocciole. Attenzione però: la pentola a pressione non manteca. La cremosità del risotto nasce alla fine, a fuoco spento, con il burro freddo e il parmigiano lavorati con energia; saltare la mantecatura significa ritrovarsi un riso corretto ma slegato, con i chicchi separati. L'altra cura riguarda il porro: va usato solo nella parte bianca e verde chiaro, tagliato a metà per il lungo e lavato foglia per foglia, perché tra gli strati si annida sempre della terra che rovinerebbe il piatto con una sgradevole sabbiosità.

Ingredienti

Dosi per
4 porzioni

Preparazione

  1. 1

    Portate il brodo a ebollizione. Tagliate la carota a dadini; dividete i porri a metà per il lungo, lavateli bene, eliminate il verde scuro e affettateli sottili.

  2. 2

    Nella pentola a pressione aperta sciogliete una noce di burro e stufate porri, carota e rosmarino; sfumate con mezzo bicchiere di vino.

  3. 3

    Quando il vino è evaporato unite il riso, fatelo insaporire nel condimento e bagnatelo col vino rimasto. Fate evaporare, salate e versate il brodo bollente.

  4. 4

    Chiudete la pentola, portate in pressione a fiamma alta e calcolate 4 minuti, poi togliete dal fuoco e sfogate subito la pressione con attenzione.

  5. 5

    Intanto tostate le nocciole in un pentolino qualche minuto, mescolando; strofinatele in un canovaccio per togliere la pellicina e spezzettatele.

  6. 6

    Aprite la pentola, eliminate il rosmarino, mantecate con la seconda noce di burro e il parmigiano. Servite il risotto cosparso di nocciole tostate.

Consigli dello chef

  • Tostate le nocciole in padella a secco, a fuoco medio, mescolando spesso finché profumano e la pellicina si scurisce: bastano pochi minuti e vanno sorvegliate, perché passano dal tostato al bruciato in un attimo e il bruciato è amaro. Poi strofinatele calde in un canovaccio per togliere la pellicina, che è la parte più amara.
  • Lavate i porri dopo averli tagliati, non prima: divideteli a metà per il lungo e sciacquate tra le foglie sotto l'acqua corrente. La terra si nasconde all'interno e a porro intero non la togliete.
  • Non saltate la mantecatura anche se avete usato la pentola a pressione. A fuoco spento, unite il burro freddo a pezzetti e il parmigiano e mescolate con forza per un minuto: è l'emulsione tra amido, grasso e formaggio a dare la cremosità. Se serve, allungate con un mestolo di brodo caldo.
  • Usate brodo caldo, mai freddo, e assaggiate prima di salare: il parmigiano aggiunge sale in mantecatura e il brodo è già sapido, quindi è facile eccedere. Il porro stufato è già dolce e non serve zucchero per bilanciare.
  • Sfogate la pressione con attenzione, sotto la cappa o vicino a una finestra, tenendo le mani lontane dal getto di vapore: scotta e può ustionare. Aprite solo quando la valvola è completamente scesa.
  • Aggiungete le nocciole spezzettate solo all'ultimo, sul piatto: mescolate dentro il risotto si ammorbidiscono e perdono la croccantezza che è la ragione della ricetta.

Varianti e sostituzioni

  • Versione classica in padella: se non avete la pentola a pressione, tostate il riso, sfumate col vino e proseguite con brodo caldo un mestolo per volta, mescolando, per 16-18 minuti. Il risultato è ancora più cremoso, ci vuole solo più presenza ai fornelli.
  • Con una nota di formaggio erborinato: mantecate con un cucchiaio di gorgonzola dolce al posto di parte del parmigiano. Con la dolcezza del porro e il tostato della nocciola crea un piatto più ricco e goloso.
  • Vegetariano e vegano: usate brodo vegetale (già previsto) e per la versione vegana sostituite burro e parmigiano con olio extravergine a crudo in mantecatura e lievito alimentare, oppure una crema di anacardi frullati per la cremosità.
  • Con speck o pancetta croccante: per chi vuole un tocco affumicato, rosolate a parte dei dadini di speck e distribuiteli sopra con le nocciole. Il porro e l'affumicato stanno benissimo insieme.

Conservazione e preparazione anticipata

Il risotto dà il meglio appena mantecato: è un piatto da servire subito, perché raffreddando i chicchi continuano ad assorbire liquido e la cremosità si perde. Se avanza, conservatelo in frigo in un contenitore chiuso per un paio di giorni. Per riscaldarlo, rimettetelo in padella con un mestolo di brodo o poca acqua, a fuoco dolce, mescolando finché torna morbido: mai a secco, altrimenti si asciuga e i chicchi si spaccano. Con l'avanzo viene benissimo il salto in padella del giorno dopo, con una crosticina, oppure gli arancini: formate delle palline, panatele e friggetele. Aggiungete le nocciole tostate sempre al momento di servire, mai in anticipo, perché in frigo si ammorbidiscono.

Abbinamenti

È un primo che sta bene da solo, come piatto d'autunno completo. Se lo servite in un menù, fatelo precedere da un antipasto leggero, un carpaccio di funghi o una vellutata, e fatelo seguire da un secondo non troppo strutturato, per non appesantire. Sul vino, restate su un bianco piemontese o comunque fresco e profumato: un Arneis o un Gavi assecondano la dolcezza del porro e il tostato della nocciola senza sovrastarli; volendo osare, anche un rosato secco funziona. Evitate i rossi importanti, che coprirebbero la delicatezza del piatto.

Domande frequenti

Il risotto in pentola a pressione viene cremoso?

Sì, ma la cremosità non arriva dalla pressione: arriva dalla mantecatura finale. Dopo aver aperto la pentola, a fuoco spento, mantecate con burro freddo e parmigiano mescolando con energia per un minuto, allungando con un po' di brodo caldo se serve. Senza questo passaggio i chicchi restano separati.

Quanti minuti di cottura in pentola a pressione per il risotto?

Quattro minuti calcolati dal momento del fischio, a fiamma abbassata quel tanto che basta a mantenere la pressione. Poi si toglie dal fuoco e si sfoga subito il vapore. Sono tempi che dipendono un po' dal tipo di riso: Carnaroli e Arborio, previsti nella ricetta, tengono bene la cottura.

Come si puliscono bene i porri dalla terra?

Eliminate le radici e il verde scuro, poi tagliate il porro a metà per il lungo e sciacquatelo foglia per foglia sotto l'acqua corrente, aprendo bene gli strati. La terra si deposita all'interno e a porro intero non si riesce a togliere: se resta, si sente sotto i denti.

Perché le nocciole risultano amare?

Per due motivi: la pellicina, che è amara e va tolta strofinando le nocciole calde in un canovaccio dopo la tostatura, oppure una tostatura troppo spinta che le ha bruciate. Tostatele a fuoco medio sorvegliandole: devono profumare e dorarsi, non annerire.

Posso preparare il risotto in anticipo per una cena?

Il risotto vero va servito appena mantecato. Potete però portarlo quasi a fine cottura, stenderlo su un vassoio per fermarlo e finirlo con brodo caldo e mantecatura poco prima di servire: è il trucco dei ristoranti. Le nocciole, invece, tostatele pure prima ma unitele solo all'ultimo momento.