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Pastiera napoletana

La pastiera napoletana classica: una frolla profumata che racchiude un ripieno morbido di ricotta e grano cotto, con il tocco inconfondibile dell'acqua di fiori d'arancio. Il dolce di Pasqua per eccellenza.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 14 luglio 2026

Pastiera napoletana con griglia di frolla dorata e zucchero a velo
Tempo: 1 h 40 minPorzioni: 12Difficoltà: media

La pastiera è il dolce della Pasqua napoletana, e ha una struttura che non somiglia a nessun'altra torta: un guscio di frolla allo strutto, un ripieno di ricotta e grano cotto, il profumo dei fiori d'arancio e delle scorze d'agrumi. Non è una crostata con dentro una crema, è quasi un budino cotto dentro una pasta. A Napoli si prepara qualche giorno prima, e non è solo abitudine: il riposo serve davvero. Appena sfornata la pastiera è slegata, i profumi stanno ciascuno per conto suo e il grano si sente ancora come chicco a sé. Dopo 24-48 ore l'acqua di fiori d'arancio, la cannella, le scorze e la ricotta si sono compenetrate, il ripieno si è assestato e il taglio è netto. È uno dei rari dolci che il giorno dopo è oggettivamente migliore. I due passaggi che decidono la riuscita sono entrambi noiosi e nessuno dei due si può saltare. Il primo è sgocciolare la ricotta: va tenuta in un colino, in frigo, per almeno 12 ore, perché il siero che rilascia è la causa numero uno delle pastiere che restano bagnate al centro. Il secondo è la crema di grano: il grano cotto va davvero cotto nel latte con la scorza, mescolando finché si sfalda e diventa cremoso. Se lo unite al ripieno com'è uscito dal barattolo, resta un chicco asciutto in mezzo alla ricotta.

Ingredienti

Preparazione

  1. 1

    Prepara la pasta frolla: lavora velocemente farina, strutto, zucchero e uova fino a ottenere un panetto liscio. Avvolgilo nella pellicola e fallo riposare in frigo per almeno 30 minuti.

  2. 2

    Scalda il grano cotto con il latte e un cucchiaino di scorza grattugiata, mescolando finché non diventa cremoso. Lascia intiepidire.

  3. 3

    In una ciotola lavora la ricotta con lo zucchero fino a renderla liscia, poi unisci le uova una alla volta, l'acqua di fiori d'arancio, la cannella, i canditi e il grano ormai tiepido.

  4. 4

    Stendi due terzi della frolla e fodera una tortiera da 26 cm. Versa il ripieno e livellalo.

  5. 5

    Con la frolla rimasta ricava delle strisce e disponile a griglia sulla superficie, come vuole la tradizione.

  6. 6

    Cuoci in forno statico a 180°C per circa un'ora, finché la superficie è dorata. Falla raffreddare completamente: la pastiera è ancora più buona il giorno dopo, spolverata di zucchero a velo.

Consigli dello chef

  • Sgocciolate la ricotta in un colino sopra una ciotola, in frigo, per almeno 12 ore (meglio 24), poi passatela al setaccio. Il siero in eccesso è il motivo per cui una pastiera resta molliccia e non si rapprende: toglietelo prima, non sperate che ci pensi il forno.
  • Lavorate la ricotta con lo zucchero e lasciate riposare il composto qualche ora prima di aggiungere il resto: lo zucchero scioglie i granuli e il ripieno diventa liscio come una crema. È un passaggio da massaie napoletane e si sente al palato.
  • Il grano cotto va cremato nel latte con la scorza a fuoco dolce, mescolando finché il composto vela il cucchiaio e i chicchi cominciano a sfaldarsi: ci vogliono una decina di minuti. Fatelo intiepidire prima di unirlo, se è caldo comincia a cuocere le uova.
  • Non montate le uova nel ripieno: incorporate aria e in forno il ripieno gonfia come un soufflé, poi si affloscia e si crepa. Unitele una alla volta mescolando lentamente con la spatola.
  • Lo strutto non è un dettaglio folkloristico: ha un punto di fusione più alto del burro e dà una frolla più friabile e meno gommosa, che regge un ripieno umido per giorni senza inzupparsi. Se usate il burro va bene, ma tenete la frolla ben fredda perché è più fragile da stendere.
  • L'acqua di fiori d'arancio è potente: i 2 cucchiai della ricetta sono il massimo, e se la vostra è molto concentrata scendete a uno. In eccesso vira al sapone. Usate quella alimentare da pasticceria, non gli idrolati cosmetici o le acque profumate.
  • Cottura lunga e dolce a 180 gradi, forno statico, ripiano basso. Se la superficie colora troppo prima che il centro sia pronto, copritela con un foglio di alluminio e proseguite: il ripieno è pronto quando è appena tremolante al centro, e si assoda raffreddando. Fatela raffreddare completamente nello stampo, senza fretta.

Varianti e sostituzioni

  • Con burro al posto dello strutto: profumo più dolce e frolla più delicata, ma anche più fragile. Tenetela in frigo fino al momento di stenderla e lavoratela il meno possibile.
  • Senza canditi, per chi non li sopporta: aumentate la scorza grattugiata di arancia e limone e, se volete un accenno di masticabilità, aggiungete la scorza d'arancia tagliata a coltello molto sottile. Il profumo agrumato resta, il pezzetto zuccherino no.
  • Con l'aggiunta di crema pasticcera nel ripieno (200 g circa, molte pasticcerie la mettono): il risultato è più morbido e cremoso, meno rustico. Perde un po' del carattere del grano, ma piace a chi trova la pastiera classica troppo asciutta.
  • Ricotta vaccina al posto di quella di pecora: più delicata e meno sapida, ma anche più acquosa, quindi sgocciolatela ancora più a lungo. Quella di pecora è il gusto tradizionale, quella vaccina il compromesso per chi trova il pecorino invadente.
  • Una variante casalinga diffusa sostituisce il grano cotto con il riso cotto nel latte: il ripieno viene più cremoso e uniforme, senza il chicco che resiste sotto i denti. Non è la pastiera classica, ma funziona.

Conservazione e preparazione anticipata

La pastiera migliora dal secondo giorno e si mantiene 3-4 giorni. La tradizione la tiene in dispensa, coperta con un canovaccio: è un dolce cotto a lungo e molto zuccherato, quindi tiene bene, ma contiene comunque ricotta e uova. Se in casa ci sono più di 20 gradi, o se la tenete oltre il secondo giorno, mettetela in frigo e riportatela a temperatura ambiente un'ora prima di servirla, perché fredda i profumi non si sentono. Si congela bene, intera o a fette avvolte singolarmente, fino a un mese: scongelatela in frigo, lentamente. Lo zucchero a velo si spolvera solo al momento di portarla in tavola, prima assorbe umidità e sparisce. In anticipo potete preparare tranquillamente la frolla (2 giorni in frigo) e la crema di grano (2 giorni in frigo, coperta).

Abbinamenti

È un dolce ricco e profumato che si serve a fine pasto o a merenda, con un caffè espresso corto e amaro che pulisce il grasso della ricotta. Se volete il vino, deve essere più dolce del dolce, altrimenti sembrerà acido: un moscato, un passito di buona acidità o, restando in Campania, un Fiano passito. Anche un Marsala superiore regge il confronto con la cannella e i canditi. Non servite panna montata a fianco: il ripieno è già cremoso e grasso, il piatto diventa pesante.

Domande frequenti

Perché la pastiera è rimasta liquida o bagnata al centro?

Nell'ordine: ricotta non sgocciolata (la causa più frequente), uova montate invece che mescolate, cottura troppo breve o forno ventilato che asciuga la superficie e lascia crudo il cuore. Il ripieno deve essere appena tremolante al centro quando la sfornate, non liquido, e finisce di assodarsi raffreddando: per questo va fatta raffreddare completamente prima di tagliarla.

Quanti giorni prima si prepara la pastiera?

Due o tre giorni prima è il momento giusto: il riposo serve a far amalgamare i profumi e ad assestare il ripieno. Preparata la mattina e mangiata la sera è slegata e sa soprattutto di ricotta.

Il grano cotto in barattolo va bene?

Sì, si usa comunemente anche a Napoli e non è una scorciatoia da vergognarsi. L'importante è non usarlo così com'è: va cremato nel latte con la scorza fino a sfaldarsi. Il grano crudo, che richiede tre giorni di ammollo con cambi d'acqua, dà una resa leggermente migliore ma è una fatica che quasi nessuno fa più.

Va tenuta in frigorifero?

Contiene ricotta e uova, quindi sì se fa caldo o se la conservate più di un paio di giorni. Nelle giornate fresche, coperta e in un ambiente sotto i 20 gradi, sta bene in dispensa per un giorno o due. Servitela sempre a temperatura ambiente.

Quanta acqua di fiori d'arancio ci vuole davvero?

Uno o due cucchiai, non di più. È un aroma molto potente e concentrato: in eccesso il dolce vira nettamente verso il sapone e non c'è modo di correggerlo. Se la vostra bottiglia è particolarmente intensa, iniziate con un cucchiaio.

Si può fare la pastiera senza glutine?

Non nella versione classica: il grano cotto è grano, quindi contiene glutine per definizione. Chi è celiaco può prepararne una versione con riso cotto nel latte al posto del grano e una frolla con mix senza glutine, ricordando che serve anche attenzione alla contaminazione di piani e utensili. Il risultato è buono, ma è un altro dolce.