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Tagliatelle, tagliolini o pappardelle fatti in casa senza macchinetta

La pasta all'uovo tirata a mano col mattarello: un solo impasto di farina e uova per ottenere tagliolini, tagliatelle o pappardelle. La sfoglia di casa, senza attrezzi.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 14 luglio 2026

Nidi di tagliatelle fresche fatte in casa su tagliere infarinato
Tempo: 1 h 30 minPorzioni: 4Difficoltà: Media

Farina e uova: due ingredienti, nessuna scorciatoia possibile. La pasta all'uovo fatta a mano è la prova che in cucina la tecnica conta più della lista della spesa, e il bello è che da un unico impasto nascono tre paste diverse: tagliolini sottili per i brodi e i condimenti delicati, tagliatelle per i ragù, pappardelle larghe per i sughi di carne e di selvaggina. Cambia solo la larghezza del taglio, cambia tutto il piatto. Senza macchinetta serve il mattarello e serve capire cosa state facendo. Impastando, la farina si idrata e le proteine formano la maglia glutinica: è quella rete elastica che permette alla sfoglia di essere tirata sottile senza strapparsi. Ma il glutine appena formato è teso e si ritira, e per questo il riposo di mezz'ora in frigo non è un'attesa inutile: è il tempo in cui la maglia si rilassa e la sfoglia smette di combattere contro il mattarello. Il secondo punto è la farina sul taglio, tanta e senza timore. La sfoglia arrotolata è morbida e umida, e se le spire si toccano si saldano: srotolare un nastro che si è incollato è impossibile senza romperlo. Meglio una sfoglia infarinata di troppo che un rotolo compattato.

Ingredienti

Dosi per
4 porzioni

Preparazione

  1. 1

    Versate la farina sulla spianatoia, fate la fontana e rompete al centro le uova con il sale.

  2. 2

    Sbattete le uova con la forchetta incorporando la farina dai bordi, poi raccogliete il resto con un tarocco e impastate; aggiungete poca acqua se troppo duro.

  3. 3

    Formate un panetto e lavoratelo una decina di minuti fino a renderlo liscio. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigo 30-60 minuti.

  4. 4

    Dividete l'impasto in 3 e stendete ciascuna parte col mattarello su una superficie infarinata, ruotando di 45° a ogni passata, fino a una sfoglia uniforme di 1,5-2 mm.

  5. 5

    Infarinate bene la sfoglia, arrotolatela non troppo stretta e tagliate fettine: 3 mm per i tagliolini, 7 mm per le tagliatelle, 2,5-3 cm per le pappardelle. Srotolatele subito.

  6. 6

    Lasciate asciugare la pasta infarinata almeno 30 minuti, poi cuocetela in acqua salata 2-3 minuti, finché viene a galla.

Consigli dello chef

  • Impastate almeno dieci minuti, con il palmo della mano, spingendo e ripiegando. La pasta all'uovo è un impasto duro e all'inizio sembra sbagliato: si presenta grumoso e resistente. Continuate. Il segnale di arrivo è la superficie liscia e vellutata come una guancia, e il panetto che tagliato a metà non mostra più buchi né striature di farina secca.
  • Non aggiungete acqua d'istinto: la capacità di assorbimento della farina varia e le uova non pesano tutte uguale, quindi l'impasto può sembrare secco per i primi minuti e poi ammorbidirsi lavorandolo. Se dopo cinque minuti è ancora sbriciolato, allora sì, bagnatevi le mani e continuate: aggiungete acqua un cucchiaino alla volta, mai un getto.
  • Stendete sempre dal centro verso l'esterno e ruotate la sfoglia di 45 gradi ogni due o tre passate: così cresce tonda e uniforme invece che ovale e più spessa da un lato. Lo spessore giusto è 1,5-2 mm, e la prova classica è quella del velo: sollevata contro la luce, la sfoglia deve lasciar intravedere la mano che ci mettete dietro.
  • Prima di arrotolare, lasciate asciugare la sfoglia stesa una decina di minuti su un canovaccio: deve diventare opaca e appena coriacea al tatto, non secca. Se è ancora umida si incolla nel rotolo; se l'avete lasciata troppo, si crepa al taglio. È l'unico passaggio che va davvero a occhio.
  • Per il taglio usate un coltello grande e ben affilato e tagliate con un colpo secco dall'alto, senza segare avanti e indietro: la lama che striscia schiaccia i bordi e i nastri si saldano di nuovo. Srotolate subito i nastri e spolverateli con semola di grano duro, che non si idrata come la farina 00 e li tiene separati meglio.
  • Le uova crude sono uova crude: dopo averle maneggiate lavatevi le mani e pulite spianatoia e utensili prima di appoggiarci altro cibo, perché il guscio può portare salmonella. Nel piatto finito il rischio non c'è, perché i 2-3 minuti di bollore cuociono completamente una pasta così sottile, ma l'impasto crudo non va assaggiato.

Varianti e sostituzioni

  • Con la semola: sostituite 75 g di farina 00 con 75 g di semola rimacinata di grano duro. La sfoglia diventa più ruvida e più tenace, tiene meglio i sughi corposi e regge la cottura senza scuocere. È la strada dei formati larghi come le pappardelle.
  • Sfoglia gialla e più ricca, alla bolognese: usate solo tuorli al posto delle uova intere (contate 5-6 tuorli per 275 g di farina, aggiungendo un cucchiaio d'acqua se serve). Il risultato è più tenero, più giallo e più fragile da stendere.
  • Pasta verde per lasagne o tagliatelle: aggiungete all'impasto 60-70 g di spinaci lessati, strizzatissimi (l'acqua residua è il nemico numero uno) e frullati fini, riducendo un uovo. Impasto più umido, quindi tenete un po' di farina extra a portata.
  • Senza uova, per intolleranza o scelta: 250 g di semola rimacinata e 125 ml di acqua tiepida danno un impasto lavorabilissimo, che però non è la stessa pasta. Niente ricchezza dell'uovo, ma tenacità in cottura e un ottimo supporto per sughi di verdure.
  • Aromatizzata: un cucchiaio di erbe fresche tritate finissime (prezzemolo, timo) impastate nella sfoglia, oppure una punta di zafferano sciolta nelle uova. Funziona solo con condimenti semplici, burro e formaggio, altrimenti l'aroma si perde.

Conservazione e preparazione anticipata

Fresca, la pasta all'uovo si conserva in frigo in un contenitore chiuso, ben infarinata e a nidi separati, per 1-2 giorni al massimo: contiene uova crude e umidità, quindi non lasciatela fuori dal frigo per ore. Il modo migliore per prepararla in anticipo è il freezer: sistemate i nidi su un vassoio infarinato, senza toccarsi, congelateli un'ora e poi trasferiteli in un sacchetto. Si conservano 2-3 mesi e si buttano in acqua bollente direttamente da congelati, con un minuto di cottura in più; non scongelateli prima, si attaccherebbero in un blocco unico. L'essiccazione completa a temperatura ambiente, quella dei nidi che restano in dispensa, è invece pratica da industria, dove l'asciugatura è controllata: in casa il rischio è che la pasta resti abbastanza umida da rovinarsi. Se proprio volete tentarla, deve spezzarsi di netto e non piegarsi. Il panetto crudo, invece, si conserva 24 ore in frigo avvolto stretto nella pellicola: tiratelo fuori mezz'ora prima di stenderlo, freddo è ingestibile.

Abbinamenti

Ogni formato ha il suo condimento e non è un capriccio: i tagliolini sono sottili e delicati, quindi vogliono burro e salvia, tartufo, o un brodo di carne; le tagliatelle sono nate per il ragù di carne, che si aggrappa alla superficie ruvida; le pappardelle, larghe e robuste, reggono sughi importanti di cinghiale, lepre, funghi porcini. Il vino segue il condimento più che la pasta: con il ragù un Sangiovese di Romagna o un Barbera; con la selvaggina delle pappardelle un rosso strutturato, un Chianti Classico o un Nebbiolo; con burro e salvia un bianco morbido come un Verdicchio o uno Chardonnay non troppo legnoso.

Domande frequenti

Quante uova per 100 g di farina nella pasta fresca?

La regola classica è un uovo medio ogni 100 g di farina, ma dipende dalla grandezza delle uova e dalla farina: questa ricetta usa 3 uova grandi per 275 g, quindi un impasto leggermente più morbido e facile da tirare a mano. Regolatevi sempre con il tatto, non con la bilancia: l'impasto deve essere sodo ma non spaccarsi.

Perché la sfoglia si ritira mentre la stendo?

Perché il glutine è ancora teso: o non avete impastato abbastanza (la maglia è disordinata) o non avete fatto riposare l'impasto il tempo necessario. Se si ritira, fermatevi, coprite la sfoglia e lasciatela riposare altri dieci minuti: riprenderà a cedere senza combattere.

Quanto deve cuocere la pasta fresca all'uovo?

Pochissimo: 2-3 minuti in acqua bollente salata, e i tagliolini anche meno, un minuto e mezzo. Il segnale è che vengono a galla. Assaggiate sempre un nastro: la pasta fresca passa dall'al dente allo scotto molto in fretta perché è già idratata.

Posso fare la pasta fresca senza macchinetta?

Sì, è esattamente quello che fa questa ricetta: mattarello, superficie infarinata e pazienza. Serve più forza nelle braccia e più attenzione all'uniformità dello spessore, ma la sfoglia tirata a mano è leggermente più porosa e ruvida di quella laminata, quindi trattiene meglio il sugo.

Perché le tagliatelle si attaccano tra loro?

Farina insufficiente prima di arrotolare la sfoglia, o sfoglia arrotolata quando era ancora troppo umida. Infarinate generosamente, meglio con semola, srotolate i nastri subito dopo il taglio invece di lasciarli nel rotolo, e disponeteli a nidi larghi e non compressi.

Che farina usare per la pasta all'uovo?

La farina 00 è la scelta tradizionale della sfoglia emiliana: dà un impasto liscio e tenero. Aggiungere una parte di semola rimacinata (fino al 30%) rende la pasta più ruvida e tenace, adatta ai sughi corposi. Le farine integrali assorbono più liquido e rendono la sfoglia più fragile: se le usate, tenete pronta un'aggiunta d'acqua.