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Frittelle dolci in un lampo

Frittelle dolci fritte a cucchiaiate, soffici dentro e dorate fuori, pronte in pochi minuti.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

Frittelle dolci in un lampo
Tempo: 25 minPorzioni: 4Difficoltà: Facile

Queste frittelle sono il dolce di emergenza per eccellenza: una pastella semplice di uova, zucchero, olio, latte e farina che si frigge a cucchiaiate, senza lievitazione lunga né riposo. In una ventina di minuti si passa dalla voglia improvvisa al piatto di palline dorate spolverate di zucchero, tiepide e fragranti. Sono le frittelle 'della nonna', quelle di Carnevale ma buone tutto l'anno, che non richiedono impasti da far riposare né stampi. Il vero segreto è tutto nella temperatura dell'olio, intorno ai 170-180 gradi. È il punto in cui la frittura riesce: l'olio abbastanza caldo sigilla subito la superficie e la frittella non assorbe grasso, cuocendo dentro mentre dora fuori. Troppo freddo, e le frittelle si impregnano d'olio restando unte e pesanti; troppo caldo, e dorano fuori restando crude e crude dentro. Senza termometro, ci si regola con un pezzetto di pastella: se sfrigola vivace e sale a galla in pochi secondi, l'olio è pronto. Si friggono poche alla volta per non abbassare la temperatura, si girano per una doratura uniforme, si scolano su carta assorbente e si passano nello zucchero finché sono calde, così aderisce bene. Si mangiano appena fatte: è il loro momento migliore.

Ingredienti

Dosi per
4 porzioni
  • Uova2
  • Zucchero3 cucchiai
  • Olio di arachidi (per l'impasto)75 ml
  • Latte75 ml
  • Sale1 pizzico
  • Estratto di vaniglia1 cucchiaino
  • Farina250 g
  • Lievito per dolci1 cucchiaino
  • Olio per friggere
  • Zucchero per cospargere

Preparazione

  1. 1

    In una ciotola mescolate bene le uova con lo zucchero, l'olio, il latte, il sale e la vaniglia.

  2. 2

    Aggiungete la farina e il lievito e mescolate fino a una pastella densa e omogenea.

  3. 3

    Scaldate abbondante olio per friggere fino a circa 170-180 gradi e calate l'impasto a cucchiaiate, poche palline alla volta per non abbassare la temperatura. Giratele durante la cottura per una doratura uniforme.

  4. 4

    Quando saranno gonfie e ben dorate, scolatele e fatele asciugare su carta assorbente, poi passatele nello zucchero finche sono ancora calde. Servite tiepide.

Consigli dello chef

  • La temperatura dell'olio è tutto: tenetela tra 170 e 180 gradi. Con un termometro da cucina è facile; senza, tuffate un pezzetto di pastella o un cubetto di pane: deve sfrigolare subito e dorare in una trentina di secondi. Se va a fondo e resta fermo, l'olio è freddo; se scurisce all'istante, è troppo caldo e va abbassato.
  • Friggete poche palline alla volta: buttarne troppe insieme abbassa di colpo la temperatura dell'olio, e le frittelle si impregnano invece di dorare. Lasciate spazio perché galleggino e girino liberamente. Tra un giro e l'altro, aspettate che l'olio torni in temperatura.
  • Giratele durante la cottura perché prendano colore in modo uniforme su tutta la superficie: essendo palline tendono a cuocere prima sotto. Sono pronte quando sono gonfie, sode e ben dorate ovunque; se restano pallide da un lato, aiutatele con una schiumarola.
  • Non fatele troppo grandi: cucchiaiate piccole cuociono dentro prima che l'esterno bruci. Palline troppo grosse rischiano di restare crude al centro mentre fuori sono già dorate. Se avete dubbi sulla cottura, apritene una: l'interno deve essere asciutto e alveolato, non un impasto crudo e umido.
  • Passatele nello zucchero quando sono ancora calde, appena scolate sulla carta assorbente: il calore fa aderire lo zucchero, che a freddo scivolerebbe via. Per una versione più profumata, usate zucchero semolato mescolato a un po' di cannella, o zucchero a velo.
  • Sicurezza in frittura: l'olio a 180 gradi ustiona gravemente e la pastella, contenendo liquidi, può schizzare quando la calate. Usate una pentola dai bordi alti, calate le cucchiaiate delicatamente e da vicino (non lasciatele cadere da lontano), tenete un coperchio a portata di mano e non lasciate mai l'olio caldo incustodito, soprattutto con bambini in cucina. Mai versare acqua su un olio che prende fuoco: soffocate le fiamme con un coperchio.

Varianti e sostituzioni

  • Con scorza di limone o arancia: una scorza grattugiata nella pastella profuma le frittelle e ne bilancia la dolcezza con una nota agrumata fresca. È l'aggiunta più semplice e sempre azzeccata.
  • Con l'uvetta: una manciata di uvetta ammollata in acqua tiepida (o in un po' di rum, per gli adulti), strizzata e infarinata, dà le classiche frittelle 'con l'uvetta' della tradizione. Ricordate che se usate il rum, in frittura così breve l'alcol non evapora del tutto.
  • Con la mela a pezzetti: unite alla pastella dei cubetti piccoli di mela per frittelle più succose e profumate, quasi delle piccole frittelle di frutta.
  • Ripiene o glassate: una volta fredde potete spolverarle di zucchero a velo, tuffarle in un velo di cioccolato fuso, o iniettarle con crema o marmellata per una versione più golosa.
  • Fritte in olio diverso: qui si usa olio di arachidi, ideale per l'alto punto di fumo e il sapore neutro. Va bene anche un olio di semi per frittura ad alto punto di fumo. Evitate l'olio d'oliva per friggere i dolci, dal sapore troppo deciso.

Conservazione e preparazione anticipata

Le frittelle, come tutti i fritti, danno il meglio appena fatte, calde e croccanti fuori e morbide dentro: è il loro momento e vale la pena mangiarle subito. Raffreddandosi perdono fragranza e tendono ad ammorbidirsi e a diventare un po' unte, perché l'olio assorbito viene percepito di più a freddo. Se ne avanzano, conservatele a temperatura ambiente in un contenitore o su un piatto coperto per un giorno al massimo; non mettetele in frigo, dove l'umidità le rovina. Per ravvivarle, un breve passaggio in forno a 160-170 gradi restituisce un po' di croccantezza, meglio del microonde che le rende gommose. Aggiungete lo zucchero solo al momento di servire, perché quello messo in anticipo si scioglie e sparisce assorbendo l'umidità. Non è un dolce che si presti al congelamento. Il consiglio più onesto resta friggerne quante ne servono e gustarle appena pronte.

Abbinamenti

Le frittelle sono un dolce da fine pasto informale, da merenda o da festa, tipiche del Carnevale insieme a chiacchiere e castagnole. Si accompagnano semplicemente a un caffè o a una cioccolata calda per la merenda. Come dopo pasto o per la tavola di Carnevale, l'abbinamento classico è un vino dolce e possibilmente con le bollicine, che sgrassano il palato dal fritto: un Moscato d'Asti, un Brachetto d'Acqui o un buon spumante dolce. La freschezza e le bollicine puliscono la bocca dalla dolcezza e dall'unto, rendendo ogni frittella invitante come la prima. Per i bambini, un bicchiere di latte o una spremuta bilanciano bene il dolce.

Domande frequenti

A che temperatura devo friggere le frittelle?

Tra 170 e 180 gradi. È la temperatura in cui la frittella dora fuori e cuoce dentro senza assorbire olio. Con un termometro è facile da controllare; senza, provate con un pezzetto di pastella: deve sfrigolare subito e dorare in una trentina di secondi. Sotto i 160 gradi le frittelle si impregnano di olio; sopra i 190 bruciano fuori restando crude dentro.

Perché le frittelle vengono unte e pesanti?

Perché l'olio era troppo freddo: a bassa temperatura la superficie non si sigilla subito e la frittella assorbe grasso. Le cause tipiche sono non aver scaldato abbastanza l'olio o averne friggute troppe insieme, abbassando la temperatura. Friggetene poche alla volta, aspettando che l'olio torni caldo tra un giro e l'altro, e scolatele bene su carta assorbente.

Perché le frittelle restano crude dentro?

Di solito perché l'olio era troppo caldo, così dorano in fretta fuori prima che il centro cuocia, oppure perché erano troppo grandi. Abbassate la temperatura verso i 170 gradi e fate le cucchiaiate più piccole, così l'interno ha il tempo di cuocere mentre l'esterno dora. Apritene una per controllare: dentro deve essere asciutta e alveolata.

Che olio uso per friggere le frittelle?

Un olio con alto punto di fumo e sapore neutro: l'olio di arachidi è l'ideale, come indicato nella ricetta, ma va bene anche un olio di semi specifico per frittura. Evitate l'olio extravergine d'oliva per i dolci, dal sapore troppo deciso. Usate olio nuovo e abbondante, e non riutilizzatelo troppe volte, perché degrada e sviluppa sapori sgradevoli.

Posso fare le frittelle in anticipo?

È sconsigliato: sono un fritto e vanno gustate appena fatte, quando sono al massimo della fragranza. Preparate pure la pastella poco prima e friggetele al momento di servire. Se proprio avanzano, tenetele coperte a temperatura ambiente per un giorno e ravvivatele in forno a 160-170 gradi, spolverandole di zucchero solo alla fine.