Filoncini di pane fatti in casa
Due filoncini croccanti come quelli del fornaio: crosta dorata e mollica soffice, con la spennellata d'albume che li rende lucidi. Solo farina, acqua e lievito.
A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 14 luglio 2026

Questi filoncini sono il pane di casa nella sua forma più onesta: farina, acqua, lievito e sale, un'idratazione del 60 per cento che si lavora bene a mano senza appiccicarsi, e una doppia lievitazione che costruisce sia il volume sia il profumo. Non è una baguette francese, che richiede idratazioni più alte e lunghe maturazioni al freddo, ma è un pane croccante fuori e soffice dentro che potete fare in un pomeriggio. La cosa che vale la pena capire è cosa succede fra il primo e il secondo lievito. Durante il primo, i lieviti producono anidride carbonica che gonfia l'impasto e alcol e acidi che ne costruiscono l'aroma. Sgonfiando e riformando il filoncino non buttate via quel lavoro: ridistribuite il gas in bolle più piccole e uniformi, rimettete i lieviti a contatto con zuccheri freschi e, arrotolando stretto il rettangolo, mettete in tensione la maglia glutinica. È quella tensione superficiale che fa crescere il pane verso l'alto in forno invece che spanciare di lato. I taglietti in superficie non sono un ornamento. In forno il pane subisce una crescita violenta nei primi minuti, quando il vapore interno si espande di colpo: se la crosta non ha una via di fuga, si apre dove capita, in genere sul fianco e in modo brutto. I tagli, fatti decisi e in obliquo con una lametta o un coltello affilatissimo, decidono voi dove il pane si aprirà e gli permettono di crescere ordinato.
Ingredienti
Farina 00750 g
- Lievito di birra disidratato10 g
Sale1 ½ cucchiaini
- Acqua tiepida450 ml
Farina di mais (fioretto)1 cucchiaio
Albume1
- Acqua (per la doratura)1 cucchiaio
Preparazione
- 1
Nella planetaria mettete 1/3 della farina, il lievito e il sale. Unite l'acqua e impastate con il gancio, poi incorporate il resto della farina poco alla volta fino a un panetto compatto.
- 2
Trasferite su una spianatoia infarinata e impastate a mano 8-10 minuti, fino a un impasto liscio ed elastico. Formate una palla, mettetela in una ciotola unta, coprite e lasciate lievitare al caldo fino al raddoppio.
- 3
Sgonfiate l'impasto e dividetelo a metà. Coprite e lasciate riposare 10 minuti. Stendete ciascuna metà in un rettangolo, arrotolatela dal lato lungo e sigillate i bordi con poca acqua: avrete due filoncini.
- 4
Oliate una leccarda, spolveratela di farina di mais e adagiate i filoncini con la chiusura sotto. Spennellate con l'albume sbattuto con l'acqua, coprite e fate lievitare 35-40 minuti fino al raddoppio.
- 5
Incidete 3-4 taglietti diagonali su ciascun filoncino. Cuocete a 190 °C per 20 minuti, spennellate di nuovo con l'albume e proseguite 15-20 minuti fino a doratura. Raffreddate su una gratella.
Consigli dello chef
- L'acqua deve essere tiepida, non calda: intorno ai 30-35 gradi, cioè appena tiepida al polso. Sopra i 45-50 gradi i lieviti cominciano a morire e il pane non cresce più. Se l'acqua vi sembra calda al tatto, è già troppo calda.
- Nella ciotola, non versate il sale direttamente sopra il lievito. Il sale disidrata le cellule di lievito e ne rallenta l'attività: distribuitelo nella farina da un lato e il lievito dall'altro, poi impastate. Il sale nell'impasto ci deve stare comunque, perché senza sale il glutine resta debole e il pane sa di niente.
- I 20 grammi di lievito disidratato di questa ricetta sono una dose abbondante, pensata per lievitare in fretta. Se avete tempo, provate a scendere a 7-8 grammi e ad allungare la prima lievitazione a 2-3 ore: il pane avrà molto più profumo, meno sentore di lievito e si conserverà meglio. La quantità di lievito determina la velocità, non la riuscita.
- Il raddoppio è il segnale, non l'orologio. In una cucina fredda ci vorrà molto di più che in una calda. Il test affidabile è quello del dito: infilate un polpastrello infarinato nell'impasto per un paio di centimetri, se l'impronta rientra lentamente e solo in parte è pronto; se rientra subito deve ancora lievitare; se non rientra affatto avete superato la lievitazione.
- Per la crosta croccante serve umidità nei primi minuti di cottura. Mettete sul fondo del forno una teglia bassa e versateci un bicchiere di acqua bollente appena infornate, poi richiudete subito. Il vapore ritarda l'indurimento della crosta e lascia crescere il pane; quando poi il forno si asciuga, la crosta si forma e diventa croccante. Attenzione a non usare mai una teglia di vetro per l'acqua, che può rompersi.
- La spennellata di albume rende il pane lucido e dorato, ma sappiate che una crosta lucidata resta un po' meno croccante di una crosta nuda: è uno scambio, bellezza contro croccantezza. Se volete il massimo del croccante, saltatela e puntate tutto sul vapore.
- Il pane è cotto quando, bussando sul fondo con le nocche, suona vuoto. Con un termometro il cuore deve arrivare a 93-96 gradi. E poi lasciatelo raffreddare intero sulla gratella: tagliarlo caldo sembra irresistibile ma dentro la mollica sta ancora finendo di stabilizzarsi, e vi ritrovate con un interno gnaccoso e appiccicoso.
Varianti e sostituzioni
- Con farina 0 o metà 0 e metà manitoba al posto della sola 00: sono farine più forti, con più proteine, che reggono meglio la lievitazione lunga e danno una mollica più alveolata e un pane che sta più su. La 00 funziona ma è la scelta più debole delle tre.
- Con il 20 per cento di farina integrale (150 grammi di integrale e 600 di 00): pane più rustico, più profumato e più saziante. Aggiungete 20-30 ml di acqua in più, perché la crusca ne assorbe di più, e aspettatevi una crescita un po' minore.
- Lievitazione lenta in frigorifero: usate solo 4-5 grammi di lievito, impastate la sera e mettete la ciotola coperta in frigorifero per 12-18 ore. L'indomani riportate a temperatura ambiente un'ora, poi formate e procedete. È il modo più semplice per avere un pane con un profumo e una conservabilità completamente diversi.
- Con lievito di birra fresco invece del disidratato: la conversione pratica è circa tre volte la dose, ma partite da 15-20 grammi di fresco e allungate i tempi, che è già abbastanza. Scioglietelo nell'acqua tiepida prima di impastare.
- Aromatizzati: 100 grammi di olive taggiasche denocciolate, o due cucchiai di rosmarino tritato, o 80 grammi di noci, da incorporare a fine impasto quando la maglia è già formata. Aggiunti prima ostacolano lo sviluppo del glutine.
Conservazione e preparazione anticipata
Il pane fatto in casa non contiene conservanti e invecchia in fretta: in giornata è al suo meglio. Conservatelo in un sacchetto di carta o in un canovaccio pulito, mai nel sacchetto di plastica, che trattiene l'umidità e in mezza giornata vi trasforma la crosta croccante in una crosta molle e coriacea. In frigorifero è la cosa peggiore che potete fare: il freddo accelera la retrogradazione dell'amido e in un giorno il pane è raffermo. Il congelatore invece funziona benissimo: affettate il filoncino da freddo, congelatelo in un sacchetto e tostate le fette direttamente da congelate, tornano quasi come appena fatte. Il filoncino intero si congela fino a 2 mesi e si rigenera scaldandolo 8-10 minuti a 180 gradi. Un pane di due giorni, ormai duro, non si butta: è la materia prima ideale per bruschette, pangrattato, panzanella o polpette. Attenzione infine a non assaggiare mai l'impasto crudo: la farina cruda non è un alimento pronto e può veicolare batteri, va sempre cotta.
Abbinamenti
È pane da tavola, quindi il vero abbinamento è tutto quello che chiede scarpetta: un sugo lungo, uno spezzatino, un fondo di arrosto. Appena sfornato e ancora tiepido, la cosa più bella è mangiarlo semplicemente con un filo di olio extravergine buono e un pizzico di sale, oppure strofinato con pomodoro e aglio. Con la mollica soffice e la crosta croccante regge bene salumi e formaggi a pasta dura, e diventa un ottimo pane da bruschetta se lo tagliate a fette spesse un dito e lo passate sulla griglia. In tavola, accanto a un tagliere di salumi, un rosso giovane e beverino tipo Barbera o Lambrusco secco.
Domande frequenti
Perché il mio pane fatto in casa non cresce?
Le cause più comuni sono tre. L'acqua troppo calda, che ha ucciso il lievito: deve essere tiepida, sui 30-35 gradi, mai calda al tatto. Il lievito vecchio o scaduto: il disidratato perde forza col tempo, controllate la data. Oppure l'ambiente troppo freddo: la lievitazione rallenta molto sotto i 20 gradi, e allora serve solo più tempo. Un trucco è mettere l'impasto coperto nel forno spento con la sola luce accesa.
Come faccio la crosta croccante come quella del fornaio?
Serve vapore all'inizio della cottura: appena infornate versate un bicchiere d'acqua bollente in una teglia di metallo posta sul fondo del forno e richiudete subito. Il vapore tiene la crosta morbida nei primi minuti e lascia crescere il pane, poi il forno si asciuga e la crosta si forma croccante. Fondamentale poi raffreddare il pane su una gratella e non su un piano chiuso, altrimenti l'umidità che esce dal fondo ammolla la crosta.
Posso usare il lievito di birra fresco invece del disidratato?
Sì. La regola pratica è circa tre volte la quantità del disidratato, ma con 20 grammi di secco arrivereste a 60 grammi di fresco, che è davvero troppo. Partite da 15-20 grammi di fresco sciolti nell'acqua tiepida e date all'impasto il tempo che chiede: verrà un pane migliore, con meno retrogusto di lievito.
Perché la mollica è gnaccosa e appiccicosa?
Quasi sempre perché avete tagliato il pane ancora caldo. Il raffreddamento fa parte della cottura: mentre il pane si raffredda l'amido si stabilizza e l'umidità in eccesso esce. Tagliato bollente, l'interno resta gommoso. L'altra causa possibile è la cottura interrotta troppo presto: il fondo deve suonare vuoto quando lo bussate, e il cuore deve arrivare a 93-96 gradi.
Come si fanno i tagli sul pane senza sgonfiarlo?
Con una lametta o un coltello molto affilato, con un gesto rapido e deciso, tenendo la lama inclinata di circa 45 gradi rispetto alla superficie. La profondità è di circa mezzo centimetro. Se il coltello non taglia o esitate, la lama trascina l'impasto e lo sgonfia: la nettezza del gesto conta più della forma del taglio. Fateli subito prima di infornare.
Quanto dura il pane fatto in casa?
In giornata è al meglio, il giorno dopo è ancora buono se lo tenete in un sacchetto di carta o in un canovaccio, poi diventa raffermo. Non mettetelo mai in frigorifero, che lo indurisce più in fretta. Se sapete già che non lo finirete, affettatelo e congelatelo: le fette si tostano direttamente da congelate e tornano ottime.