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Crostata della nonna

La crostata della nonna: frolla classica con la griglia di pasta sopra la marmellata. Genuina e profumata, come una volta.

A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

Crostata della nonna
Tempo: 1 hPorzioni: 8Difficoltà: facile

La crostata di marmellata è il dolce di casa per eccellenza: pochi ingredienti che quasi sempre si hanno in dispensa, una pasta frolla da stendere e un vasetto di confettura. È la torta che si fa quando non si ha voglia di complicarsi la vita ma si vuole qualcosa di buono per la colazione o la merenda, e la griglia di frolla sopra la marmellata è il suo segno riconoscibile. Non c'è una crostata 'giusta': ogni famiglia ha la sua, più o meno spessa, più o meno dolce, con la confettura che si aveva in casa. Il cuore della riuscita è la frolla, e la frolla si gioca sulla temperatura. Il burro deve restare freddo: lavoratelo a pezzetti con la farina e lo zucchero fino a un composto sabbioso, poi unite le uova e impastate il minimo indispensabile, giusto per formare la palla. Se lavorate troppo o con le mani calde, il burro si scioglie, la frolla sviluppa il glutine e in cottura diventa dura invece che friabile. Molte ricette prevedono un riposo in frigo di mezz'ora: aiuta a stendere la pasta senza che si rompa e a limitare il ritiro in forno. La griglia, infine, si dispone senza tirare le strisce, altrimenti in cottura si restringono e si spezzano.

Ingredienti

  • Farina 00300 g
  • Burro100 g
  • Zucchero100 g
  • Uovo + 2 tuorli3
  • Lievito vanigliato1/2 cucchiaino
  • Marmellata1 vasetto
  • Sale1 pizzico

Preparazione

  1. 1

    Impasta farina, zucchero, lievito e burro a pezzetti, poi unisci l'uovo, il sale e i tuorli fino a una palla liscia.

  2. 2

    Metti da parte 1/4 della pasta e stendi il resto in una teglia a cerniera da 24 cm.

  3. 3

    Spalma la marmellata sulla base.

  4. 4

    Stendi la pasta tenuta da parte, ricava delle strisce e disponile a griglia.

  5. 5

    Cuoci a 190°C per circa 35 minuti. Servi fredda.

Consigli dello chef

  • Tenete il burro freddo di frigo e lavoratelo a pezzetti con la farina fino a un composto sabbioso, prima di unire le uova. Il burro freddo che resta in briciole tra la farina è ciò che rende la frolla friabile: se si scalda e si spalma, la pasta viene dura.
  • Impastate il meno possibile, solo finché la pasta si compatta in una palla. Lavorarla a lungo sviluppa il glutine della farina e rende la frolla gommosa e coriacea. Se possibile, fatela riposare mezz'ora in frigo avvolta nella pellicola: si stende molto meglio e si ritira di meno.
  • Non spalmate uno strato troppo alto di marmellata: in cottura bolle, si scalda e rischia di traboccare o di bruciacchiarsi ai bordi. Uno strato uniforme di mezzo centimetro è la misura giusta. Se la marmellata è molto compatta, lavoratela un attimo con un cucchiaio per stenderla bene.
  • Disponete le strisce della griglia appoggiandole senza tirarle: se le allungate mentre le posate, in forno si accorciano e si spezzano, rovinando il disegno. Sigillatele bene ai bordi premendo, così non si sollevano.
  • Cuocete finché la frolla è dorata in modo uniforme, anche sotto: sollevate un bordo con una paletta per controllare. Una crostata pallida sopra ma cruda sotto è il difetto più comune; se si colora troppo in superficie prima di essere cotta dentro, copritela con un foglio di alluminio.
  • Servitela fredda, non appena sfornata: da calda la frolla è fragile e la marmellata bollente. Molti la trovano migliore il giorno dopo, quando i sapori si sono assestati e la frolla ha assorbito un po' di umidità dalla confettura.

Varianti e sostituzioni

  • La marmellata è a piacere: albicocca e ciliegia sono le classiche, ma vanno bene fichi, prugne, frutti di bosco. Le confetture più acidule (ribes, arancia amara) bilanciano meglio la dolcezza della frolla; quelle molto dolci possono rendere la crostata stucchevole.
  • Al posto della marmellata, farcite con crema pasticcera (crostata della nonna in versione crema) o con crema e frutta fresca a fine cottura, oppure con crema di nocciole. Con creme fresche, però, cambia la conservazione: vanno tenute in frigo.
  • Per una frolla più fragrante, sostituite parte dello zucchero con zucchero a velo e aggiungete la scorza grattugiata di un limone: profuma la pasta e la lega alla marmellata di agrumi.
  • Versione senza uova o con meno grassi: esistono frolle con solo tuorli (più friabili) o con olio al posto del burro (più leggere ma meno friabili). Il carattere cambia, ma per una crostata da colazione funzionano.
  • Con la frolla avanzata dai ritagli, invece di rimpastarla (perde friabilità), ricavate biscotti da cuocere a parte: rimpastare troppo la frolla la indurisce.

Conservazione e preparazione anticipata

La crostata di marmellata è uno dei dolci che si conservano meglio, proprio perché la confettura, ricca di zucchero, è un conservante naturale. Si tiene a temperatura ambiente, coperta da una campana o avvolta, per 3-4 giorni, e anzi il giorno dopo è spesso migliore, con i sapori assestati e la frolla ammorbidita dalla marmellata. Non serve il frigorifero, che anzi la indurisce e la rende meno friabile; tenetela in frigo solo se l'ambiente è molto caldo o se l'avete farcita con crema pasticcera, che essendo a base di uova e latte è deperibile e va conservata al fresco. Si congela benissimo, intera o a fette, già cotta: scongelatela a temperatura ambiente. La pasta frolla cruda, avvolta bene, si conserva in frigo un paio di giorni o in freezer un mese, pronta da stendere.

Abbinamenti

È un dolce da colazione e da merenda, e il suo abbinamento naturale è una tazza di caffè, un cappuccino o un tè, che con la dolcezza della marmellata fanno una coppia collaudata. A fine pasto, una fetta di crostata sta bene con un vino dolce da dessert non troppo strutturato: un Moscato d'Asti fresco, o un passito leggero, meglio se in accordo con la frutta della confettura (un passito di agrumi con la marmellata d'arancia, per esempio). Da bambini, il classico resta la crostata inzuppata nel latte.

Domande frequenti

Perché la mia pasta frolla è venuta dura invece che friabile?

Quasi sempre perché è stata lavorata troppo o con il burro troppo caldo. Impastare a lungo sviluppa il glutine della farina, che rende la pasta elastica e coriacea; il burro sciolto ha lo stesso effetto. Lavorate il burro freddo a pezzetti con la farina fino a sabbiare, unite le uova e impastate solo il tempo di compattare la palla, poi fatela riposare in frigo.

Devo cuocere la base in bianco prima di mettere la marmellata?

Per la crostata di marmellata no: la confettura cuoce bene insieme alla frolla nei 35 minuti di forno e non bagna la base come farebbe una crema liquida. La cottura in bianco serve invece quando si farcisce con creme fresche a crudo dopo la cottura, per avere un guscio già cotto. Per questa crostata, marmellata e frolla vanno in forno insieme.

Come faccio a evitare che la marmellata trabocchi o bruci?

Non esagerate con la quantità e non spalmatela fino all'orlo: uno strato di mezzo centimetro, lasciando un bordo libero, evita che bollendo esca. Se la vostra confettura è molto liquida, potete addensarla scaldandola un attimo con un cucchiaino di amido, o mescolarla a un po' di confettura più densa. Le parti scoperte tra le strisce si scaldano molto: una griglia non troppo larga le protegge.

Quanto si conserva la crostata di marmellata?

Con la sola marmellata si conserva 3-4 giorni a temperatura ambiente, coperta, ed è spesso più buona il giorno dopo. La marmellata, ricca di zucchero, fa da conservante. Non tenetela in frigo, che la indurisce, a meno di clima molto caldo. Se invece l'avete farcita con crema pasticcera, va in frigo e si consuma entro un paio di giorni.

Posso usare i ritagli di frolla per rifare le strisce?

Sì, ma con moderazione: ogni volta che rimpastate la frolla la lavorate ancora, sviluppando glutine e perdendo friabilità. Reimpastate i ritagli una volta sola, il minimo per ricompattarli, e usateli per le strisce. Se ne avanza altra, meglio farne dei biscotti da cuocere a parte che rilavorarla di nuovo.