Base per piadine (impasto con lo strutto)
La piadina romagnola autentica, con lo strutto che la rende fragrante e morbida. Pochi ingredienti e nessuna lievitazione: pronta sulla piastra in pochi minuti.
A cura della redazione di cookin.it · Aggiornata il 15 luglio 2026

La piadina è il pane simbolo della Romagna, uno di quegli impasti poverissimi (farina, acqua, grasso e sale) che raccontano un intero territorio. La versione tradizionale si fa con lo strutto, il grasso di maiale che le dona la fragranza inconfondibile, la giusta morbidezza e quel sapore pieno che l'olio non riesce a dare. Non ha lievito e non richiede lievitazione: si impasta, si stende e si cuoce subito sul testo o su una piastra rovente. La forza di questa ricetta è la semplicità, ma proprio per questo ogni passaggio conta. Lo strutto va lavorato bene nell'impasto perché lo renda liscio ed elastico; l'impasto va fatto riposare, anche se non lievita, perché il glutine si rilassi e la pasta si stenda senza ritirarsi; la piastra deve essere ben calda perché la piadina cuocia in fretta restando morbida, invece di seccarsi. La piadina romagnola classica si farcisce con prosciutto crudo e squacquerone, il formaggio fresco e spalmabile del posto, magari con rucola. Ma è una base neutra e versatile, buona con qualsiasi ripieno, dolce o salato. Farla in casa cambia tutto: appena cotta, ancora tiepida e fragrante, non ha paragoni con quelle confezionate.
Ingredienti
Farina 00250 g
- Acqua110 ml
Sale1 pizzico
- Strutto100 g
Preparazione
- 1
In una terrina mettete la farina e unite l'acqua poco alla volta con un pizzico di sale.
- 2
Trasferite l'impasto sul piano, aggiungete lo strutto e lavorate energicamente per circa 10 minuti fino a un composto elastico.
- 3
Dividete la pasta in 6 o più pezzi e stendete ciascuno con il mattarello in dischi spessi 2-3 mm.
- 4
Scaldate una piastra di ferro o ghisa e cuocete ogni disco 2 minuti per lato.
- 5
Farcite a piacere, all'emiliana con prosciutto crudo e squacquerone.
Consigli dello chef
- Lavorate lo strutto bene nell'impasto, incorporandolo alla farina già bagnata e impastando con energia per una decina di minuti: deve distribuirsi in modo uniforme e rendere la pasta liscia ed elastica. Uno strutto a temperatura ambiente, morbido, si incorpora molto meglio di uno freddo di frigo, appena tolto.
- Anche se non lievita, fate riposare l'impasto coperto almeno 30 minuti prima di stenderlo: il riposo rilassa il glutine e permette di tirare i dischi senza che la pasta si ritiri o si strappi. Se saltate questo passaggio, la piadina fa i capricci sotto il mattarello e tende a tornare indietro.
- Stendete i dischi sottili, 2-3 mm, e regolari: una piadina troppo spessa resta cruda dentro e gommosa, una troppo sottile si secca e si spezza. Tenete lo spessore uniforme su tutto il disco, perché i punti più sottili bruciano mentre quelli spessi sono ancora crudi.
- La piastra (di ghisa, ferro o il tradizionale testo di terracotta) deve essere ben calda ma non rovente: cuocete a fuoco medio-alto, senza aggiungere grassi, perché lo strutto è già nell'impasto. Un paio di minuti per lato bastano; deve formare le classiche bolle scure sparse, non bruciature diffuse.
- Bucherellate le bolle grandi che si formano in cottura con una forchetta, o premete la piadina con un canovaccio o una paletta, così cuoce in modo uniforme e resta piatta. Girate la piadina quando la superficie inizia a coprirsi di bolle e il fondo ha le tipiche macchie dorate.
- Servite le piadine calde, farcite al momento: il calore ammorbidisce il formaggio e sprigiona i profumi. Se le cuocete in anticipo, impilatele e tenetele coperte da un canovaccio per mantenerle morbide, e scaldatele un attimo sulla piastra prima di farcirle, perché fredde tendono a indurire.
Varianti e sostituzioni
- Con l'olio d'oliva al posto dello strutto: per una versione vegetariana o più leggera, sostituite lo strutto con olio extravergine (circa 40-50 g). La piadina risulta un po' meno fragrante e più 'stesa', ma resta buona; è la versione più diffusa fuori dalla Romagna.
- Piadina sfogliata (alla riminese): più sottile e croccante, con più strutto. Nella zona di Rimini la piadina è tradizionalmente più fina e friabile, mentre nel forlivese-cesenate è più alta e morbida.
- Con un pizzico di bicarbonato: una punta di bicarbonato (o di lievito istantaneo) nell'impasto la rende leggermente più gonfia e morbida. Non è la ricetta più ortodossa, ma molti la preferiscono così.
- Integrale o con farine miste: sostituendo parte della farina 00 con integrale o semola si ottiene una piadina più rustica e saporita. Assorbendo più acqua, valutate un filo di liquido in più.
- Versione dolce: la stessa base, magari con un cucchiaino di zucchero, si farcisce con crema di nocciole, marmellata o ricotta e zucchero per una merenda.
Conservazione e preparazione anticipata
Le piadine danno il meglio appena cotte, calde e morbide. Da cotte si conservano un paio di giorni a temperatura ambiente, chiuse in un sacchetto o avvolte in un canovaccio perché non secchino; tendono però a indurire, quindi vanno scaldate un momento sulla piastra o in padella prima di servirle, per ammorbidirle di nuovo. L'impasto crudo si conserva in frigo, ben avvolto nella pellicola, per un giorno: tiratelo fuori una mezz'ora prima di stenderlo, così torna lavorabile. Sia le piadine cotte sia i panetti di impasto crudo si congelano bene: le cotte scongelatele e scaldatele sulla piastra; i dischi crudi già stesi potete separarli con carta forno, congelarli e cuocerli all'occorrenza direttamente da congelati sulla piastra calda. Lo strutto è un grasso che si conserva a lungo, quindi l'impasto non ha problemi di deperibilità particolari; è la secchezza il vero nemico della piadina.
Abbinamenti
La farcitura è parte della piadina stessa: la classica romagnola è prosciutto crudo e squacquerone, spesso con rucola, ma sono ottime anche con crudo e stracchino, salsiccia e cipolla, o con affettati e verdure grigliate. Come formaggio spalmabile fresco, oltre allo squacquerone, vanno bene lo stracchino o la crescenza. Da bere, in Romagna la piadina si accompagna al Sangiovese, il vino rosso del territorio, giovane e di media struttura, servito fresco: è l'abbinamento del posto, che regge la sapidità del prosciutto e la grassezza del formaggio. Con farciture più leggere o vegetariane, sta bene anche una birra chiara o un bianco fresco come il Trebbiano di Romagna.
Domande frequenti
Perché la vera piadina si fa con lo strutto?
Perché lo strutto le dà la fragranza e la morbidezza tipiche, oltre a un sapore pieno che l'olio non replica. È la ricetta tradizionale romagnola. Si può usare l'olio extravergine per una versione vegetariana o più leggera, ottenendo comunque una buona piadina, ma leggermente diversa nel gusto e nella consistenza, un po' meno friabile.
La piadina ha bisogno di lievitare?
No, la piadina tradizionale non ha lievito e non lievita. È un pane azzimo che si cuoce subito. È utile però far riposare l'impasto una mezz'ora, non per farlo crescere ma per rilassare il glutine, così si stende facilmente senza ritirarsi. Alcune versioni moderne aggiungono un pizzico di bicarbonato o lievito istantaneo per renderla più soffice, ma non è la ricetta classica.
Perché la piadina viene dura o si spezza?
Le cause più comuni sono una cottura troppo lunga o a fuoco troppo alto, che la secca, oppure uno spessore eccessivo o irregolare. Cuocetela pochi minuti per lato su piastra ben calda, tenetela sottile e uniforme, e servitela subito. Se si è indurita raffreddandosi, basta scaldarla un momento sulla piastra per ammorbidirla.
Posso cuocere la piadina senza il testo di terracotta?
Sì, tranquillamente. Va benissimo una piastra o una padella di ferro o ghisa, o anche una crêpiera antiaderente. L'importante è che il fondo sia spesso e ben caldo, così la piadina cuoce in fretta e in modo uniforme. Non serve aggiungere grassi in cottura, perché lo strutto è già nell'impasto.
Posso preparare l'impasto in anticipo o congelarlo?
Sì. L'impasto crudo si tiene in frigo un giorno, avvolto nella pellicola, e va riportato a temperatura ambiente prima di stenderlo. Potete anche congelare i panetti o i dischi già stesi (separati con carta forno) e cuocerli all'occorrenza sulla piastra, anche da congelati. Le piadine già cotte si congelano e si scaldano sulla piastra.